"Buone notizie dal vaticano" - Verso la fusione della triade e nascita della nuova fanta-religione sincretica "sion-muslim-cristica"

"Buone notizie dal vaticano", è il titolo di un racconto breve di fantascienza in cui si immagina l’elezione del primo papa “bionico”, anzi un vero e proprio robot.  Questo nuovo papa, secondo l'autore,  sarebbe stato il garante di una nuova dottrina sincretica, un vero papa "giusto", poiché essendo una “macchina” poteva assicurare la necessaria equanimità religiosa.

Verso la fusione della triade e nascita della nuova fanta-religione sincretica "sion-muslim-cristica"
Certo che alla fantascienza religiosa ci stiamo sempre più avvicinando, in questi ultimi anni la storia dei papi si è arricchita di un papa dimissionario, che peccava di credibilità, e di un papa bis che invece rafforza la “fede” con messaggi eclatanti. Tanto eclatanti che i “fedeli” spesso restano a bocca aperta come pesci fuor d’acqua.
L’ultimo annuncio è quello  relativo alla ritrovata fratellanza con i padri israeliti  nonché  all'accettazione teologica della dottrina del cugino Maometto.
Ma forse non è fuori luogo l'amore di Bergoglio per i "mori", infatti lo stesso Bergoglio, viene definito “papa nero”  in quanto appartenente all’ordine dei gesuiti,  il  cui  superiore generale, per il colore della tonaca che indossa e in quanto eletto a vita, è proprio come il pontefice di Roma.
Altri osservatori ritengono invece che le  "aperture" dottrinali  di Francesco sottintendano  la formazione di una nuova forma di religiosità... che molto si discosta dalla tradizionale fede cattolica, fino al punto di spingersi verso quella fantascientifica  "chiesa sincretica" che unisca i fratelli  musulmani, cristiani e giudei.
Ma  se ciò dovesse avvenire sarebbe  necessario che papa Francesco si spogliasse delle vesti di papa…. adattandosi ad una posizione secondaria, se non terziaria….
Questo significa che la chiesa cattolica dovrebbe rinunciare ad ogni supremazia gerarchica,  ad ogni struttura organizzata in veste economica e statale, ad ogni imposizione teologica e dottrinale, lasciando tale gestione ai "fratelli maggiori", i veri eredi del credo biblico, insediati saldamente a Gerusalemme.
Ebbene forse è esattamente quello che avrebbe voluto fare Gesù se non fosse stato mal'interpretato da un certo Saulo di Tarso...
Ed i laici, in tale marasma, che fine faranno?
 Paolo D’Arpini
Comitato per la Spiritualità Laica
Via  Mazzini, 27 – Treia (Mc)
tel. 0733 216293 - email: spiritolaico@gmail.com



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Memoria storica sulla ricerca di erbe selvatiche al Circolo vegetariano VV.TT.

Calcata. Vecchia sede del Circolo vegetariano VV.TT.


Per campi e boschi cercando un po' d'erba

I poco conosciuti ma importanti benefici di uno «sport» che non costa nulla e neppure nuoce all'ambiente. Una grande quantità di erbe e piante selvatiche sono utilizzabili per l'alimentazione e per altri scopi utili - come si è fatto per secoli e come si ricomincia a fare in molte località

bosco immagini google
E' facile, nei climi clementi, praticare il lavoro più antico del mondo: la raccolta di vegetali selvatici, venuti su da soli, senza cure né padroni. Ecologico e pacifico. Basta inoltrarsi in un bosco o anche solo imboccare una strada di campagna, posare l'attenzione sui suoi bordi verdi e staccare delicatamente foglie e bacche. Un centinaio di metri e il cesto si riempirà; almeno una quindicina di specie. In piena estate, se gli alberi danno refrigerio al terreno in certe ore della giornata, si possono trovare ortica, finocchiella, menta, melissa, malva, piantaggine, diversi tipi di cicoria, lattuga e carota selvatiche, gramigna, vitalba, tarassaco, e more e sambuco. C'è anche il gigantesco tasso barbasso (verbascum thapsus) ma serve a poco, perché è giusto un sostituto del tabacco. In primavera è un rigoglio di germogli da cura disintossicante, mangiando.

Res nullius, bene di tutti
Nei boschi che resistono, nei campi non avvelenati e intorno alle stradine sterrate, le piante spontanee che gli anglosassoni chiamano «volontarie» sono res nullius, cosa di nessuno e di tutti, bene comune gratuito e abbondante da quando le donne della preistoria portavano a «casa» molto più cibo dei maschi cacciatori, raccogliendo erbe, semi, frutti spontanei.
Si dice fitoalimurgia l'alimentazione con piante selvatiche; diversa dalla fitoterapia perché per prevenire o alleviare piccoli disturbi, disintossicarsi e fare il pieno di sali minerali e vitamine ricorre non a tisane o infusi ma a risotti, minestre arricchite di erbe, insalate e macedonie (crudo è meglio). L'antica pratica è stata ampiamente messa in pratica in Europa durante le guerre del Novecento ed è in uso tuttora in molte parti del pianeta, là dove sopravvivono foreste e aree verdi; integra l'alimentazione dei poveri sia in condizioni di normale miseria sia nelle emergenze; quante volte si è letto distrattamente dei coreani del Nord o dei sudanesi o degli afgani ridotti a «mangiare erbe selvatiche»? Da noi non è in gioco la sopravvivenza, ma avvicinarsi alle pratiche del Sud del mondo imparando a riconoscere, raccogliere e conservare le erbe e i frutti spontanei, ricollega alle radici (diremmo anzi alle foglie), fa bene alla salute e alle tasche e diventa in fretta una passione leggera, più rinfrescante che bruciante. Fra le informazioni che si scambiano i Bilanci di giustizia, seicento famiglie italiane impegnate a riformare il budget domestico secondo criteri eco-sociali, ci sono le modalità di raccolta e trasformazione delle erbe e dei frutti selvatici.

Il Circolo Vegetariano VV.TT. di Calcata e le sue erbe
L'unico ferro del mestiere è un buon manuale con le foto e indicazione delle parti commestibili. Ma le prime uscite sul campo vanno fatte con un insegnante: per imparare a conoscere e raccogliere senza danni - alla salute e alla vegetazione - almeno alcune decine di «erbe base nostrane» fra le 20.000 commestibili che spuntano sul pianeta, anzi che fioriscono... molti non sanno che si possono mangiare in insalata la primula, il fiore della malva, il nasturzio, la speronella, l'acacia.

In un pomeriggio di agosto, Paolo D'Arpini di Calcata (Viterbo), impedisce agli «allievi» di raccogliere le infiorescenze bianche al sapore di carota, perché gli sembra che ce ne siano poche; e raccomanda di prendere poche foglie per ogni piantina. Pastori, contadini e capre sono stati i maestri di botanica di Paolo, che da venti anni anima il Circolo vegetariano Vv.Tt in quel particolarissimo villaggio laziale su uno sperone altissimo di tufo. Nessuno ha mai saputo bene cosa significhino quelle quattro lettere nel nome del Circolo ma la sua storia è densa: sensibilizzazione vegetariana ed ecologica; difesa dei luoghi e delle tradizioni locali; petizioni sugli olocausti preventivi di vacche presunte pazze; pensionato di galline montoni conigli e capre sottratti al destino di finire inforchettati e colà invece mantenuti a mais ed erba con alcune «adozioni a distanza», insufficienti a inserire fra gli ospiti anche maiali e buoi.

Si mettono a memoria molte erbe in un minicorso pomeridiano con Paolo, anche se di molte non conosce i nomi latini: lezioni gratuite per chi ha faccia tosta, di una decina di euro cena compresa per chi pensa che la trasmissione della conoscenza vada ricompensata, anche quando l'insegnante è troppo timido. L'imbrunire conclude il corso; si sale un sentierino fra gli alberi (da uno pende da anni un bambolotto nudo e scolorito) per andare cucinare l'acquacotta nel «tempio della spiritualità laica», un boschetto con grotte un tempo rifugio di animali e forse uomini, ora gestito dal VvTt.

Paolo spiega: «Tornando dai campi, uomini e donne si attardavano ancora un po' strada facendo, per raccogliere le diverse erbe che non di rado, insieme a un po' di pane e a un filo d'olio, erano il pasto serale. Finché c'era un po' di luce c'era da fare anche intorno a casa; intanto le erbe cuocevano. Bisogna aver pazienza...
22 agosto 2004 - Marinella Correggia

La Bibbia rivisitata da Mauro Biglino: "Il Falso Testamento"

Il saggista e traduttore Mauro Biglino* torna con un nuovo sorprendente volume, Il Falso Testamento, dove continua il suo rivoluzionario studio sulla Bibbia.

falso testamento
Il Falso Testamento, Mondadori 2016

Il suo nuovo saggio, Il Falso Testamento (Mondadori 2016), rappresenta la prosecuzione de La Bibbia non parla di Dio e già diventato un best seller dopo appena un anno dall’uscita nelle librerie (2015). Il lavoro di ricerca di Mauro affascina così tanto, perché l’oggetto del suo studio è un qualcosa che non ci si aspetterebbe: la Bibbia, analizzata però non dal solito punto di vista allegorico-teologico, ma sotto un’altra prospettiva del tutto inaspettata.

La lettura letterale proposta da Biglino getta una nuova luce sui cosiddetti “testi sacri”, una luce che contiene anche numerosi punti oscuri e inquietanti: il Dio onnipotente ed universale della religione monoteista giudaico-cristiana, conosciuto con il nome di Yahweh, non è una entità spirituale creatore dei cieli e della terra, ma un essere in carne ed ossa, un comandante militare che detta regole e infligge punizioni. Egli fa parte della potente schiera degli Elohim, creature extra-terrestri tecnologicamente avanzate che la teologia prima ebraica poi cristiana ha sapientemente trasformato nel Dio unico.

L’Antico Testamento racconta, quindi, il patto (alleanza) che il governatore Yahweh ha stipulato con il suo popolo, Israele (cioè i discendenti di Giacobbe) e non con l’intera umanità: il patto riguardava esclusivamente l’Elohim Yahweh e gli Israeliti e si basava sul principio del do ut des, cioè uno scambio reciproco di benefici materiali e concreti che nulla avevano a che fare con la spiritualità. Il Nuovo Testamento, invece, non ha motivo di esistere, poiché Yahweh non è Dio e quindi non può essere il Padre di Gesù come insegnato dal Magistero della Chiesa.

Nel nuovo libro, Biglino approfondisce alcune tematiche, già affrontate ne La Bibbia non parla di Dio, ma con nuovi spunti di riflessione: si parla ancora una volta del kavod di Yahweh, una macchina volante molto potente e dalla tecnologia sofisticata che la teologia interpreta come “la Gloria di Dio”. Mauro mette a confronto la tecnologia biblica con la tecnologia presente nei testi omerici Iliade Odissea: i “carri celesti” degli dèi greci presentano affascinanti similitudini e caratteristiche comuni con ilkavod di Yahweh. L’oggetto che invece è descritto nel libro dell’Esodo ed è chiamato efod, risulterebbe essere una ricetrasmittente radio che l’Elohim di Israele utilizzava per le comunicazioni a distanza. Grande spazio, infine, è riservato alla conoscenza medico-scientifica: il libro del Levitico sarebbe un vero e proprio prontuario medico, dove sono descritte numerose patologie soprattutto dermatologiche e le relative cure, con il fine di rendere l’ambiente in cui vivevano gli Israeliti nel deserto un luogo più igienico e privo di batteri. Questo ed altro ancora è raccontato ne Il Falso Testamento: la ricerca di Mauro continua…

Intervista con l’autore

Lei nel nuovo libro, Il Falso Testamento, descrive in modo dettagliato la tecnologia che sarebbe presente nella Bibbia e, parallelamente, nei testi omerici. Oltre alle fonti letterarie, esistono anche ritrovamenti archeologici in grado di avallare la sua tesi?
Per non fare qui un elenco che dovrei documentare, ma in una intevista non c’è lo spazio necessario, suggerisco, a titolo di puro esempio, di approfondire tutti i problemi connessi al sito di Baalbek, nella valle della Beka in Libano; invito poi gli eventuali interessati a leggere “Scoperte archeologiche non autorizzate” (M. Pizzuti, Il punto di incontro) e “Our occulted history” (Jim Marrs, Harper & Collins) oppure il “Liber prodigiorum” (Giulio Ossequente) di cui si trovano versioni in rete, per non parlare di alcuni passi di Plinio il Vecchio o dello stesso Tacito (che ho riportato nel libro). Le testimonianze sono davvero moltissime ed è sufficiente non chiudere pregiudizialmente gli occhi per prenderne atto. Per altro, nei nostri tribunali non è forse sufficiente avere alcune testimonianze oculari per dichiarare vero un fatto? Ebbene, quante testimonianze scritte abbiamo nei testi e nei racconti di tutti i continenti della terra e di ogni tempo: sono innumerevoli, è sufficiente non occultarle con le categorie dell’allegoria, delle metafora o del mito.

Cos’era in realtà l’efod descritto nel libro dell’Esodo e quale interpretazione ne dà la religione cristiana ed ebraica?
L’efod era uno strumento tecnologico chiaramente descritto nelle sue funzioni: serviva per le comunicazioni a distanza. Nei libri riporto i passi biblici in cui è documentato come Davide dovesse avere l’efod a disposizione quando intendeva parlare con Yahweh nei momenti in cui  era lontano. La Bibbia ne descrive le caratteristiche tecniche definendolo come il prodotto di un “progetto” e di un “assemblaggio”: lo presenta cioè come un aggeggio assolutamente tecnico. Le interpretazioni che ne sono state date, soprattutto in ambito cristiano, tendono a classificarlo invece come un generico “oggetto di culto” dalla valenza puramente artistica: nulla di più lontano dalla concretezza delle sue reali funzioni. Al contrario, molti rabbini fortunatamente lo rappresentano, disegnano e descrivono invece per ciò che era: un oggetto tecnologico avente funzioni precise.

Oltre alla Bibbia ed ai poemi omerici, Iliade e Odissea, vi sono altri testi antichi in cui si parla di tecnologia e macchine volanti?
Direi che i testi dell’induismo sono una vera e propria enciclopedia in tal senso. Ciò che per noi è sostanzialmente un argomento “tabù”, considerato frutto di fantasie malate, per la cultura induista rappresenta la normalità. Gli oggetti volanti presenti nel passato sono addirittura classificati in categorie precise, suddivise a seconda delle caratteristiche e della operatività delle varie tipologie di mezzi: quelli che viaggiavano solo nell’atmosfera, altri che potevano viaggiare anche nell’acqua, quelli che avevano la possibilità di uscire dall’atmosfera terrestre e compiere lunghi viaggi nello spazio. Insomma un vero e proprio catalogo. Per gli induisti non sono certo fantasie le continue battaglie combattute nei cieli da macchine volanti pilotate da individui non appartenenti alla specie umana. Penso che nel 2017 possa vedere la luce un lavoro che sto conducendo a quattro mani con uno studioso di quella cultura: sarà una analisi parallela che coinvolgerà Bibbia e testi orientali.
Mauro Biglino

Secondo la lettura letterale, il libro veterotestamentario del Levitico appare come una enorme lista di patologie cutanee e relative cure mediche. E secondo la teologia?
Non vorrei qui sostituirmi alla teologia ed essere accusato di occuparmi di chiavi di lettura che non mi appartengono, ma in genere, in ambito religioso,  il tutto viene ricondotto alla sfera della conoscenza divina, con i conseguenti miracoli, oppure nell’ambito delle chiavi di lettura allegoriche e metaforiche, impiegate per celare ciò che è chiaramente scritto ma che è ritenuto inaccettabile. Invece si tratta di conoscenze scientifiche documentate sia in fase diagnostica che terapeutica: non a caso nel mio libro è dedicato al tema un capitolo intero curato da un neurochirurgo (il dr. Arturo Berardi) che ha analiticamente esaminato il testo del Levitico dal punto di vista medico.

Chi era veramente l’angelo Raffaele?
Come dice il termine stesso, senza inventare nulla, era un EL guaritore: la radice RAFA significa proprio questo e il suffisso El documenta chiaramente a quale categoria di individui apparteneva: gli Elohim. In quel gruppo di governatori/colonizzatori erano necessariamente presenti diverse specializzazioni: dai genetisti che hanno fabbricato l’adam, ai militari (come Yahweh o Mikael) che svolgevano il loro lavoro di conquista e controllo, e naturalmente erano presenti anche i  medici.

Perché Lei afferma con una certa sicurezza che il Nuovo Testamento non ha motivo di esistere e che quindi è più corretto parlare di Falso Testamento?
Con il termine “Testamento” si indica il “patto” e l’Antico Testamento documenta il “patto” che Yahweh ha stipulato in via esclusiva con la famiglia che gli è stata affidata, quella di Giacobbe/Israele (Dt 32,8). Nell’AT non vi è alcun Dio e non vi è alcun patto stipulato con l’umanità: Yahweh si è sempre occupato – e ha sempre dichiarato di volersi occupare – dei “suoi”: gli altri dovevano essere sottomessi, inglobati o annientati senza pietà. Con questa premessa si comprende bene che il Nuovo Testamento è una elaborazione teorica il cui collegamento con il Vecchio Testamento rappresenta il tentativo di dare valenza e paternità storica alla figura cristica che è stata elaborata con l’ausilio insostituibile del pensiero greco-ellenistico. Senza la filosofia greca il cristianesimo non esisterebbe e l’AT riacquisterebbe la sua primigenia concreta dignità di libro in cui è narrata la storia del “patto/Testamento” stipulato tra Yahweh (il non-dio) e la sua gente, la famiglia di Giacobbe/Israele. Se, come è stato assodato anche nell’incontro pubblico che ho avuto con i teologi a Milano il 6 marzo, l’AT non parla di Dio, su Dio non si hanno certezze e il peccato originale non esiste, ci si chiede chi avrebbe mandato Gesù e per quale motivo: mancano cioè il mandante e il movente. SE è esistito il Gesù storico dobbiamo prendere atto del fatti che su di lui è stata ideata e cucita la figura cristica del “figlio di Dio”, il messia cristiano che non ha nulla che vedere con la figura del messia descritta nell’Antico Testamento e attesa da Israele: cioè il liberatore “manu militari” del popolo dal giogo straniero. Le nuove traduzioni bibliche (come quelle approvate dalla Conferenza Episcopale Tedesca in pubblicazione nel 2017) stanno finalmente dando conto della verità testuale e iniziano a eliminare la tensione profetica che è sempre stata artificiosamente usata dal cristianesimo per accreditare ciò che è stato inventato. I decenni futuri saranno illuminanti a tale proposito.

Mauro Biglino, traduttore di ebraico biblico e greco antico, è diventato in questi ultimi anni uno scrittore molto apprezzato, imponendosi al grande pubblico con successi editoriali, come Non c’è creazione nella Bibbia e Antico e Nuovo Testamento Libri senza Dio, editi entrambi da UnoEditori.

Antonino La Mattina

Addenda a "I Falsi Protocolli"... di Sergio Romano


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*Sergio Romano, studioso molto attento, ha di recente pubblicato il libro
dal titolo: I Falsi Protocolli. Una ragione per ri-pubblicare i Protocolli,
senza farsi perseguitare. In questo caso la definizione "falsi" è del tutto
pleonastica perché è la lettura stessa dei testi che induce il lettore a
riflettere sulla loro autenticità... Inizio questo mio intervento perché è
NECESSARIO comprendere il ruolo dell'informazione, intesa in senso attuale.


Ma i Protocolli non sono l'unico caso in cui una documentazione è stata
contestata. Molte sono le controversie sul passato ed anche al presente. A
cominciare dalla Bibbia e dai Vangeli. Sicuramente alcuni avvenimenti hanno
valore assoluto, a prescindere dalla loro autenticità cosiddetta "storica".
Il dialogo di Pilato con Gesù è sicuramente di valore assoluto, a
prescindere dal fatto che sia avvenuto o meno. Leggiamo dalla BIBBIA dei
Geovisti: Giov, 18,37: Perciò Pilato gli disse: Dunque, sei tu re? Gesù
rispose: Tu stesso dici che io sono re. [NOTA: E' da interpretare il
significato della parola: re e soprattutto il senso della frase. Infatti,
si dovrebbe tradurre...se lo dici tu..oppure: "lo dici tu NON io!"]
Prosegue Gesù: "Per questo sono nato e per questo sono venuto nel mondo,
per rendere testimonianza alla verità. Chi è dalla parte della Verità
ascolta la mia voce"*


*Pilato gli disse..." Che cos'è la verità? Domanda quanto mai precisa:
infatti se TU dici di testimoniare la Verità MI devi dire innanzitutto, se
sei onesto, che cosa intendi per VERITà. Come dimostra il fatto che questo
passaggio è il meno commentato dagli esegeti dei Vangeli!. Ma questo
dialogo trova nel cuore del XX secolo un altro formidabile interprete che è
Dostojewskij. Nel dialogo fra il Grande Inquisitore e Gesù che ritorna
sulla terra [ I fratelli Karamazov, ( 1879-1880)], il Grande Inquisitore
dice a Gesù: cosa sei ritornato a fare? Ci siamo NOI a difendere la Verità!
Geniale trasposizione della presunzione evangelica....che da dubbio diventa
asserzione violenta ed impositiva.Anche in questi casi ci troviamo
forzatamente dentro un bivio...ciò che è credibile NON è detto che sia
vero. 

Per fare un esempio: la copia in mio possesso dei Protocolli, ed.
1938, con commento di J.Evola, costituisce il 60mo migliaio.Ciò significa
che anche in Italia l'interesse per l'argomento è stato notevole. Voglio
ricordare quanto poco gli italiani amino la lettura. Da statistiche recenti
gli italiani sono il popolo che legge di meno e quelli che comprano i libri
è molto probabile che NON li leggano (siamo al 35 % dei lettori) pertanto,
una tiratura di 60.000 copie circa è una cifra molto significativa. In
questo caso qualsiasi tesi contraria cade nel vuoto. Ma c'è un altro
argomento di grande interesse. 

Consiglio la lettura di questo libro (ancora reperibile su Internet sia pure in edizione spagnola)..."Rapporto segreto da Iron Mountain sulla possibilità e desiderabilità della pace" edito in Italia da Bompiani nel gennaio 1968. Il commento di copertina è significativo:Tutto il mondo si domanda se è autentico o falso.

Se è autentico è agghiacciante, se è falso è feroce.IN OGNI CASO è VERO. Di
che si tratta? Di un convegno tenuto da un gruppo di studiosi ( chiamiamoli
Lorsignori..) che si sono riuniti in un luogo di villeggiatura a Iron
Mountain, USA. In questo convegno sono stati programmati tutta una serie di
interventi finalizzati alla diminuzione della popolazione mondiale. TUTTE
proposte che poi si sono realizzate! Ne ho lette alcune in un convegno
tenutosi a Ladispoli un anno fa e relativo alla tematica TRANSGENDER. Tutto
previsto negli anni sessanta negli USA. Allora? E' tutto falso? Non è
credibile.Non è pensabile.*
*IL PROCURATORE DELLA GIUDEA. Racconto pubblicato da Anatole France nel
1902; da allora, come commenta Leonardo Sciascia, ha avuto un destino di
splendido isolamento fino al 1920.. Riassumendo: un amico di Pilato, reduce
anch'egli dalla Galilea, incontra l'ex governatore della Galilea sui Campi
Flegrei, ed iniziano a parlare dei vecchi ricordi. Ad un certo punto
l'amico chiede...di Gesù..." Si faceva chiamare Gesù il Nazareno e fu
crocefisso (messo al palo) non ricordo per quale delitto. Ponzio, ti
ricordi di quest'uomo? Ponzio Pilato aggrottò le sopracciglia, si portò la
mano alla fronte come chi volesse ritrovare un ricordo. Poi, dopo qualche
istante di silenzio: Gesù? -Mormorò-Gesù il Nazareno? No, non ricordo." *
CONCLUSIONE: da Agata Piromallo, La Mito al Paradosso, le vie "altre" della
conoscenza. Shakespeare & Company, 1988. *Il profondo mutamento che i mezzi
di comunicazione di massa hanno operato nel nostro universo antropologico,
investe le stesse modalità con cui si organizzano i processi cognitivi
nell'impatto con un sistema informativo che nella molteplicità dei suoi
canali di trasmissione e dei SISTEMI SIMBOLICI nei quali si configura
sollecita un tipo di partecipazione completamente diverso da quello
richiesto dai saperi strutturati in senso tradizionale. *Ciò significa che
tutto ciò che fino a poco tempo fa era RACCONTO, MITO, favola, espressione
dialettica per favorire la comprensione, OGGI richiede altri sistemi di
comunicazione e quindi di comprensione. 

La verità non è più quella di una volta ed i criteri per appurarla (a parte la fisica post-quantistica) si esplica con altre modalità di comunicazione. Pertanto, vecchi criteri di Verità NON reggono più. 

Giorgio Vitali

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Dal Matto al Bagatto... "Dal Caos alla Creazione"


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"Ma per me Eros non dorme in nessuna stagione e con forza custodisce l'Anima mia"
(Ibico)

Possiamo cominciare a pensare al "fuoco purificatore" ..... Dal "Caos sessuale" si può passare all'energia psichica, tramite l'Intelligenza. Ovvero da una mera finalità generativa, il sesso diventa fonte "creativa" ed è per questo che parlo di "fuoco" in questo caso che sprigiona energia nell'uomo e nella donna (e tanto più il sesso è fondamentale per uno scambio energetico) ed ecco il passaggio dalla "morte alla nascita". 

E' il "passaggio" dal Matto al Bagatto in cui la figura del "Matto" che si "risveglia" Bagatto (o Mago). Ma .... C'è un "ma"... Il Matto non è solo il Caos primordiale dal quale "prende forma" il "Mago" è anche l'Adepto, che "partendo da zero" si incammina verso il "Sentiero" e rappresenta anche il "Mercurio" (filosofico) degli alchimisti. Infatti il Matto "viaggia" ma non sa nemmeno lui dove va, senza meta e senza sosta (Mercurio oltre a rappresentare le comunicazioni, è legato ai viaggi). 

E ancora più importante, è la sua "dipartita" dal "Mondo" (ovvero il figliol prodigo che ha sperimentato la "vita mondana" prima di ridursi a mangiar ghiande... Oppure il Saggio che ha deciso di "rinunciare al mondo" quindi non usa le sue conoscenze per acquisire potere come fa lo Yogin nello Yogasutra di Patanjali). 

Ma poi dipende se se ne vuole parlare in chiave essoterica oppure esoterica....   "Chi non accoglierà il Regno di Dio come un fanciullo, certamente non vi entrerà" (Mc 10.15). 

Angela Braghin


P.S:  La vera presenza non è né silenzio, né parola, ma  è Amore!