La vita è un gioco





Fluire con la vita non significa essere indifferenti a quello che ci accade, ma apprezzare in pieno la gioia che il momento ci offre e accettare anche il dolore, consapevoli che nessuno dei due durerà per sempre. Fluire con la vita implica vivere accettando i cambiamenti e quindi comporta totale accettazione del volere di una forza superiore al nostro personale e limitato libero arbitrio, che si dibatte tra mille preferenze. Fluire come l’acqua di un fiume in piena vuol dire lasciarsi andare, accettando senza resistenze il disegno divino, senza mai permettere alla mente di restare coinvolta nel passato o nelle proiezioni di speranze che vorremmo vedere concretizzate nel futuro.
Questo saggio atteggiamento verso la vita consente anche di non rendere l’amore un business, una transazione commerciale in cui si cerca solo di esaminare i nostri vantaggi o quanto una determinata relazione possa ridurre le nostre insicurezze o le paure della solitudine.
Imparando a fluire con la vita, anche l’amore diviene un movimento spontaneo, senza la ricerca spasmodica di attrarre l’attenzione degli altri per sentirsi sicuri o per ricavarne dei profitti.
Attraverso una profonda analisi introspettiva, sorge la totale accettazione che eventi e azioni sono la manifestazione dell’Energia Divina e che non è mai esistita un’entità individuale chiamata Paolo o Anna e tanto meno un’azione individuale. Realizzando questo, si getta la maschera e si rimane nudi come un neonato, ma del neonato si acquisisce anche l’impersonale spontaneità e il relativo non coinvolgimento.
La causa di questo è data dalle relazioni basate sullo spiccato senso di libero arbitrio e individualità, quindi, analizzare a fondo il reale significato dell’immanenza dell’Energia Divina − e che non esiste altro che questa Energia Universale a permeare ogni atomo − è l’unico passo da compiere consapevolmente, ma anche il più laborioso, dato che i condizionamenti della società odierna si basano proprio sull’illusione di questo ‘io’ personale e individualista, ovvero l’ego o la personalità individuale.
La totale accettazione che ogni azione è un avvenimento divino, e non qualcosa compiuto da qualcuno, è alla base della rinascita della pace. Affinché la pace che permea l’universo possa essere riscoperta, ognuno di noi ha il dovere verso se stesso di dedicarsi del tempo, per approfondire cosa ci aspettiamo dalla vita che possa appagarci veramente, dopo aver soddisfatto i bisogni basilari di cibo, vestiti e riparo. Cosa mi rende diverso dal gatto di casa? Questa domanda e la ricerca delle risposte concatenate che scatena significano volersi veramente bene.
La mente oscilla come un’altalena tra le memorie passate e le aspettative future, escludendo il momento più importante, il presente.

La mente crea il tempo e vive di aspettative e memorie. La mente è un continuo flusso di pensieri e oscilla tra ricordi, proiezioni, rancori, competizioni, speranze e giudizi; la pace prevale invece solo quando la mente tace, ma soprattutto quando smette di cercare e valutare sia i difetti degli altri sia le nostre mancanze. Sono sempre più rare le persone che pensano che tutto sia perfetto ed evitano di emettere giudizi perché consci che ogni attimo è un avvenimento sognato dalla mente divina e che nessuno degli attori di questa grande e infinita soap opera ha la possibilità di commettere errori − se non quando il Regista lo suggerisce − con lo scopo di rendere la trama della commedia più interessante. La mente vuole essere in controllo, ma essendo impossibile, questo è unicamente causa di eterne frustrazioni.
Non saper fluire con la vita, cercando d’essere sempre in controllo degli eventi e delle conseguenze d’ogni decisione, significa andare contro la natura divina stessa dell’universo e quindi crea solo stress e depressioni. Un futuro incerto che va a sommarsi alle recriminazioni di un passato che non esiste più; i sensi di colpa e l’atavico timore di cadere nel ‘peccato’ rendono l’uomo teso e infelice, mentre ogni cosa accade solo se è la volontà di Dio.
Il vero fluire con la vita comporta una parola ostica alla maggioranza− abbandono − ovvero l’accettazione totale che a muovere ogni pedina e gli eventi della vita è solo un grande disegno a incastro, proiettato e sovrimposto su Se stessa dalla Mente Cosmica, che si manifesta attraverso ognuno di noi, come in un intricatissimo puzzle in cui non esiste niente di personale o individuale.
Il film è già stato girato. Il ‘ciak’ che ha dato inizio a questa lunghissima e intricatissima soap opera prodotta dalla Mente Cosmica è scattato milioni d’anni fa. Reagire al ruolo affidato a noi attori crea solo inutili tensioni. Sintonizzarci con il suggeritore delle battute è l’unica alternativa che abbiamo. Questo equivale ad agire senza reagire.

Si arriva a sorridere della nostra folle illusione e a vivere serenamente senza alcun bisogno di psicoanalisti solo quando si comprende a fondo il gioco del grande ipnotista: Dio, la Coscienza, o come volete chiamarlo.  A quel punto non vedremo più uscire fazzoletti multicolori, colombe e conigli dal cappello a cilindro perché avremo compreso ogni trucco e potremo finalmente essere il Supremo Ipnotista stesso.

La vita è un gioco che abbiamo sognato quando eravamo consapevoli d’essere Energia Primaria e, scartando i veli dell’ipnosi, possiamo continuare a giocare non come poveri esseri umani che devono ascendere all’infinito ma piuttosto come Dio mascherato da essere umano, che ha scelto di calarsi sul palcoscenico del pianeta terra.


(Fonte: Centro Nirvana)

La premonizione di Osho - Omosessualità... la cruda verità



L’omosessualità è un prodotto di un mondo maschile. E probabilmente
l’omosessualità andrà crescendo sempre più – perfino stati, governi e
religioni inizieranno a raccomandarla. Nei prossimi cinquant’anni lo
ve­drete accadere. Allo stesso modo in cui i governi ora raccomandano
il controllo delle nascite e l’aborto, in futuro lo faranno con
l’omosessualità – perché la popolazione raggiungerà livelli tali che
l’omosessualità rappresenterà un metodo per impedire la nascita di
nuovi esseri umani. Prima o poi, ogni governo autorizzerà i matrimoni
tra omosessuali – matrimoni tra due uomini o tra due donne. Accadrà.
Già ora ci sono mol­te più persone che diventano omosessuali.

Solo una società rilassata, in cui le cose funzionano bene, c’è cibo
in abbondanza e non ci sono guerre, di­venta eterosessuale. In caso
contra­rio, quando c’è la guerra, uno stato conflittuale permanente,
la società diventa patriarcale.

Ora anche nel mondo delle donne sta accadendo la stessa cosa, perché
il movimento di liberazione delle don­ne è il primo movimento in cui
le donne si trovano tra loro e creano gruppi di sole donne. Ora si sta
dif­fondendo il lesbianismo. Se le don­ne si mettono insieme e contro
gli uo­mini, dove metteranno il loro a­mo­re? L’uomo è il nemico:
devono perciò amare le donne. Attualmente sia l’omosessualità che il
lesbianismo sono in aumento: è una semplice constatazione.

Ma non sto dicendo nulla contro l’omosessualità – so che qui ci sono
molti omosessuali. Se non sei interessato a dimensioni più alte,
l’omosessualità va bene, tanto quanto l’eterosessualità. Non c’è alcun
problema. A livello di sfogo sessuale, l’omosessualità vale quanto
l’eterosessualità. Ma se è la tua crescita che ti interessa, allora
avrai dei problemi.

Una storia d’amore omosessuale può essere molto più comoda, è vero,
perché non c’è conflitto. È un’unione di simili: si capiscono,
conoscono le tendenze e le menti reciproche. Non c’è conflitto, ma non
c’è neppure crescita. Con la polarità, si scatena il conflitto, la
sfida – di penetrare e co­noscere l’altro, capire il mondo dell’altro.
E per la crescita spirituale è necessario che l’uomo arrivi a
conoscere la donna e che la donna arrivi a conoscere l’uomo.

Perché dico che è parte della crescita spirituale? Proprio l’altro
giorno stavo dicendo che all’ultimo mo­­­mento, al sesto chakra –
l’ajna cha­kra – deve avvenire un incontro pro­fondissimo tra uomo e
donna. An­che interiormente sei diviso in due: uomo e donna. Se non
riesci a unirti con una donna esteriore, ti sarà mol­to difficile fare
spazio alla donna in­teriore. Se non riesci ad amare l’altro fuori di
te, ti sarà impossibile creare uno spazio d’amore per l’altro che sta
dentro di te.

Un uomo non è solo uomo, è uo­mo-donna. È nato da un uomo e da una
donna – è mezzo e mezzo, e così anche la donna. E l’unione interiore
suprema, l’alchimia interiore è possibile solo se hai imparato la via
nel mondo esteriore.

Quando un uomo si innamora di una donna, impara qualcosa. Quando un
uomo si innamora di un uomo non impara nulla. Quando una donna si
innamora di un uomo, impara qualcosa – qualcosa di ignoto, qualcosa di
opposto, qualcosa dell’altro.

L’amore tra un uomo e una don­na indica che l’emisfero destro è in
amore con l’emisfero sinistro. Perciò se sei interessato alla crescita
spirituale, devi procedere dall’omosessualità all’eterosessualità. Se
non ti interessa la crescita spirituale, allora non c’è nulla di
sbagliato. Puoi rimanere ciò che sei – eterosessuale o omosessuale – è
la stessa cosa. Penso di averlo chiarito a sufficienza. Se non ti
interessa la crescita spirituale, non c’è alcun problema. Io non sono
contro l’omosessualità, non sono contro nul­la. È la tua vita – devi
decidere tu; chi sono io? Io sto semplicemente affermando che alla
fine, all’interno del tuo essere, deve avvenire un incontro: preparati
per questo incontro. Ed è l’amore con l’altro all’esterno che ti
prepara.

Più giungi a comprendere la donna e l’uomo esterni, maggiore sarà la
comprensione della polarità interiore. E un giorno, al sesto centro
del tuo essere – in quello che lo yoga chiama ajna chakra, e che io ho
defini­to ‘supercoscienza’ – sentirai che la tua comprensione
dell’uomo e della donna ti è di stra­ordinario aiuto. Lì, intuizione e
logica si uniscono, immaginazione e volon­tà si uniscono, ini­ziativa
e ricettività si uniscono. Ti sa­rà facile.

Hai imparato la strada nel mondo esterno – ora la puoi usare per la
tua alchimia interiore.

Se ti interessa la crescita spirituale, procedi verso
l’eterosessualità. Se non ne sei interessato, non c’è problema. Se
vuoi crescere, se vuoi davvero scoprire il tuo essere più intimo, il
tuo spazio interiore, al­lora l’eterosessuali­tà ti potrà aiutare.
Come ti ho già detto: il primo stadio è la masturbazione, il secondo
stadio è l’omosessualità, il terzo stadio e l’eterosessualità, il
quarto stadio è asessuale – è lo stadio del brahmacharya.

E solo quando avrai raggiunto il quarto stadio sarai in grado di
ac­cedere al nucleo più intimo del tuo essere – non altrimenti. Un
masturbatore rimane infantile, un omosessuale rimane adolescenziale,
un eterosessuale rimane animale. Questi stadi devono essere
oltrepassati. Non ri­manere bloccato. E la mia non è una condanna,
ricordalo sempre: io non condanno nulla.

Il sesso non è una cosa ordinaria. È una delle parti più essenziali
del tuo essere. Non bisognerebbe trattarlo inconsapevolmente.
Costituisce le fondamenta del tuo essere: tu sei nato dal sesso, vivi
attraverso il sesso – la tua nascita è attraverso il sesso, la tua
gioventù è attraverso il sesso, l’amore è attraverso il sesso, e
attraverso il sesso incontrerai la morte. La tua intera esistenza è
una storia sessuale. Devi essere davvero molto attento, e consapevole
di tutto ciò che riguarda la tua energia sessuale.

Osho  - 
The Divine Melody



Tratto da: Uqbar Love

Intenti spirituali ed ecologici per una presenza gentile nel luogo in cui si vive


17 settembre 2015, fondazione del Comitato Treia Comunità Ideale


"Un colpo di luce in mezzo alla luce fondamentale... La cosiddetta oscurità è solo un concetto della mente." (Saul Arpino)

Quando abbiamo fondato  il Comitato "Treia Comunità ideale"  non  c'era l'intenzione di valorizzare un modello urbanistico ma un modo di percepire la presenza umana nel luogo. Una presenza inserita nel contesto della natura, nel consesso dei viventi, in condivisione olistica e simbiotica.

Un saggio disse che  noi non possiamo essere altro che una parte integrante della manifestazione totale e del totale funzionamento ed in nessuna maniera possiamo esserne separati.

Eppure  l´uomo tende a dare maggiore importanza al contesto urbano in cui egli vive.  Ma è nella società umana, con le sue esigenze e movimenti, che si fa la storia e si sancisce la caratteristica di un posto, molto spesso dimenticando l'appartenenza al tutto, ignorando l´inscindibile co-presenza della natura e degli animali. Ma per manifestare una vera "idealità" dovremmo riscoprire le nostre radici naturali, continuando a prendere ad esempio un certo modo naturale  di vivere il luogo e nel luogo.

Lo scopo del nostro Comitato è perciò quello di vivere nel presente e pienamente nel luogo che ci ospita attuando programmi, storie, partecipazioni  nell´ambiente (sia naturale che umano), poesie, riflessioni... stabilendo  un  punto di incontro e fusione delle anime.

Nel sistema zodiacale cinese  si afferma che la perfezione è sempre presente in ogni aspetto incarnato, ognuno di noi è  una manifestazione del Tao, non serve cambiare sembianze, queste ultime non sono importanti più di un abito che indossiamo.

 Anche solo parlare di questi argomenti è già una predisposizione utile per centrare l'attenzione sulla presenza consapevole nel luogo Ed anche questo è una parte del "gioco della Coscienza bioregionale".

Oggi tira un forte vento qui a Treia, i panni stesi svolazzano. Ancora si fa desiderare la primavera...

Paolo D'Arpini - treiacomunitaideale@gmail.com




Questi temi saranno trattati  durante la manifestazione prevista a Treia dal 23 al 25 aprile 2016, in forma di "Forum del lavoro bioregionale sostenibile" e "Festa dei Precursori" - https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2016/02/12/treia-23-24-e-25-aprile-2016-forum-del-lavoro-bioregionale-sostenibile-e-festa-dei-precursori/

Georges Lakhovsky e le onde per curare


Questo articolo vuole rendere giustizia ad uno tra i tanti scienziati e ricercatori vissuti all’inizio del XX secolo che in un epoca di vivissimo interesse per le scienze hanno dedicato la loro esistenza alla scoperta dei segreti dell’universo, approdando a tali risultati straordinari, inspiegabilmente rimossi da una parte della comunità scientifica stessa, e che a conoscerli oggi appaiono come un sogno essendo essi approdati a soluzioni certe e comprovate, in campo energetico, medico, ecc, e che invece si ritrovano ancor oggi ad essere oggetto di ricerca e dibattito, quasi come se un sortilegio avesse voluto cancellare il dono di geniali intuizioni già sorte a servizio dell’umanità.
G. Lakhovsky e il suo oscillatore multi onde.
Georges Lakhovsky nasce nel 1870 a Illia in Russia, frequenta ad Odessa la scuola di Arti e Mestieri e Belle Arti, malgrado il suo interesse verso la scienza consegue la laurea in ingegneria nel 1984. In qualità di neo laureato, potendo uscire dalla Russia per fare esperienza all’estero, sceglie la Francia. A Parigi partecipa alla Sorbona ai corsi su Ponti e Strade, ma studia anche anatomia e fisiologia in medicina. Si dedica a molti brevetti uno dei quali l’invenzione dei ganci per le traversine della ferrovia, per i quali ottiene un discreta notorietà in tutta la Francia.

Nel 1905 sposa una parigina, dalla quale avrà due figli e una figlia, nel 1906 cade gravemente malato di ulcera con abbondanti emorragie tanto da sfiorare la morte, ma in pochi mesi si riprende, nel 1911 contrae un’altra malattia grave che per poco non gli è fatale. Durante il periodo bellico Lakhovsky è impiegato come autista allo stato maggiore, mentre fornisce dei regoli, di sua invenzione, per la costruzione delle strade ferrate. Nello stesso periodo inventa e brevetta una lampada a elettrodi multipli che applicherà anche nei suoi strumenti (radio oscillatori) utilizzati per applicazioni terapeutiche; col finire della guerra si dedica interamente alle discipline scientifiche.

Nel 1921 viene proposto per la Croce della Legione d’Onore dal Ministero dei Lavori Pubblici francese. Durante i suoi studi di anatomia ed entomologia intuisce che nel nucleo cellulare i cromosomi e i condriomi funzionano con caratteristiche analoghe a quelle dei circuiti elettrici oscillanti, le sue scoperte su quest’ultimi lo portano a creare strumenti utili in campo medico, nel 1924 fa il suo ingresso all’ospedale della Salpêtrière con le sue strumentazioni per la cura dei tumori. Inizia la sperimentazione sui malati inoperabili, già condannati dalla medicina ufficiale a una morte precoce, senza speranza di guarigione.

Un incidente imprevisto, cioè una scarica di 1600 Volt dell’oscillatore multi onda, porta Lakhovsky vicino alla morte perciò sospende gli esperimenti per mesi, nel 1932 manca la presentazione dell’Oscillatore a Lunghezze d’Onda Multiple all’Accademia delle Scienze affiancato dal professor D’Arsonval, ma lo strumento decolla ugualmente come vedremo innanzi. Con l’ingresso delle truppe tedesche in Francia Lakhovsky parte per l’America stabilendosi a New York, quando muore nel 1942 egli ha gettato le basi della Radiobiologia.

Vedremo ora come Lakhovsky elabori delle nuove teorie, pur sulla base delle conoscenze scientifiche dell’epoca, sviluppando originali concezioni, profonde e universali, spaziando dalla fisica dell’atomo fino alla medicina. Per far ciò, trattando temi scientifici, sarà necessario fare di tanto in tanto qualche appunto tecnico, pertanto sarà mia premura l’uso di un linguaggio accessibile.

Iniziamo con il concetto di risonanza, fondamentale nelle le teorie di Lakhovky. Sappiamo per esperienza che il suono di una nota può fa risuonare in uno strumento la corda intonata alla medesima tonalità, questo accade perché l’onda sonora ha una frequenza oscillatoria propria, e se un corpo oscilla a quella frequenza, investito dalle vibrazioni trasmesse dal mezzo aria, andrà in risonanza. Per le onde sonore il mezzo di trasmissione è fisico, aria, solidi, ecc., tant’è che i suoni non si propagano nel vuoto.

Nel caso delle onde hertziane (onde luminose, micro onde, onde radio, ecc.) il mezzo è l’etere, il fluido incomprimibile di densità infinitesima che riempie tutto l’universo. Va per inciso chiarito che le onde hertziane sono solo vibrazioni impresse all’etere, quindi teoricamente non c’è alcunché di fisico che si sposta, viene solo trasferito un movimento1. Come le onde del mare, le onde hertziane si caratterizzano per lunghezza d’onda (la distanza tra una cresta e l’altra) e frequenza (quante onde arrivano sulla spiaggia nell’unità di tempo), le onde hertziane viaggiando nell’etere possono far risuonare degli apparati che hanno la loro stessa frequenza oscillatoria.

L’esempio più scontato è quello della trasmissione radiofonica, dove le onde radio vengono emesse da un circuito oscillante e alla velocità della luce2 raggiungono un altro circuito oscillante, per poi essere amplificate e permettere l’ascolto di voci e suoni prodotti altrove. Ma come è fatto un circuito oscillante?

Il circuito oscillante, nella forma più semplice possibile, è un conduttore di forma allungata e di dimensione finita, con le estremità disgiunte, lungo il quale fluisce una corrente da un capo all’altro alternativamente; a causa dell’induzione (trasferimento di parte del flusso eterico, corrente, all’esterno del conduttore) nasce un’onda la cui lunghezza corrisponde alla lunghezza del conduttore (in verità a quella doppia), mentre, le volte che la corrente fa avanti e indietro da un capo all’altro nell’unità di tempo ci indica proprio la frequenza.

Ora, per capirci, se consideriamo un cavo di rame isolato lungo 1 metro con le estremità non unite, prescindendo dalla forma (steso, aggrovigliato, ecc.), questo immerso, come noi, nell’etere riceverà onde hertziane di tutte le lunghezze, ma solo quelle di un metro, o ancor meglio del doppio, andranno maggiormente in risonanza con il cavo; per completezza va detto che nel cavo si genera una corrente che fluisce da un capo all’altro con la stessa frequenza delle onde che vi risuonano.
Questo meccanismo della risonanza vale per tutti i materiali conduttori di forma allungata, con le estremità disunite, coperti da una guaina isolante sia che appartengono al mondo inorganico che a quello organico, ognuno di essi in funzione della lunghezza risuonerà grazie alle onde che circolano in tutto l’universo.

Ora per esteso tutta la materia vibra3, ossia riceve e trasmette onde oscillanti, infatti, che sia costituita da corpuscoli o da vortici di etere, vede i suoi costituenti muoversi velocemente, e come un elica che girando mette in vibrazione l’acqua, così i costituenti della materia fanno con l’etere. Ad esempio: un sassolino riceve da tutte le direzioni e distanze le onde che perturbano l’etere e le rimanda arricchite dei propri moti in tutte le direzioni e a tutte le distanze. Per finire il pensiero stesso4 è una vibrazione eterica.

Lakhovsky utilizza questi concetti, circuiti oscillanti e onde eteriche emesse dalla materia, per chiarire il funzionamento di alcuni meccanismi nella vita animale, come l’orientamento, individuando nei canali semicircolari per i mammiferi, uccelli e pesci, e nelle antenne per gli insetti, gli organi preposti alla ricezione delle onde. I canali semicircolari sono costituiti da una guaina dielettrica (isolante) ripiena di una soluzione salina conduttrice, essi sono tre corpi allungati disposti su tre piani ortogonali per l’orientamento spaziale; il radiogoniometro ricevente funziona con lo stesso principio.




Attraverso questi, i piccioni viaggiatori sentendo le vibrazioni eteriche del loro nido possono raggiungerlo, gli uccelli migratori seguono le emissioni radio per indirizzare il proprio volo, i predatori notturni captano lunghezze d’onda diverse da quelle luminose per catturare le loro prede, il cane si accorge dell’arrivo del padrone non certo per il fiuto, ma sentendo in avvicinamento le onde emanate da questo, oppure il caso del lemming, piccolo roditore che emigra dalle alte montagne norvegesi fino alla costa procedendo in fila indiana su una linea retta, aggirando ostacoli per ritornare sulla direttrice seguendo un segnale, per senso innato solo quello, che risuona nei suoi recettori e che lo porta dritto ai pesci che lo sfameranno durante la stagione riproduttiva.

Aggiungerei l’esempio che riguarda i semi i quali non germinano quando non avvertono nel terreno la presenza delle sostanze utili per il loro sviluppo; la composizione di oligoelementi presenti nel terreno dipende dalla simbiosi di piante e batteri aerofagi, che arricchiscono il terreno con l’azione dei propri enzimi, questo porta alla crescita di erbe spontanee in porzioni di coltivi dove c’erano talune colture invece che altre, come di riflesso chiarisce il senso delle rotazioni colturali in agricoltura.
Lakhovsky scopre che anche la cellula, il ‘mattone’ costitutivo dell’essere vivente, ha nei condriomi del citoplasma e nei cromosomi del nucleo i suoi circuiti oscillanti, questi corpuscoli allungati composti all’esterno da sostanze isolanti e all’interno da liquidi conduttori, permettono alla cellula di ricevere informazioni dall’esterno, su ciò si fonda la teoria dell’oscillazione cellulare, inizierà così una sperimentazione che dalle piante passerà agli animali e all’uomo, ma di questo ci occuperemo più avanti.
Una altra teoria molto suggestiva è quella della materializzazione.5 Partendo dall’assunto che ogni sostanza emette una radiazione che la caratterizza (forma d’onda, frequenza e lunghezza) e che questa si propaga nel vuoto per l’intero universo, in ogni luogo dello stesso può accadere l’inverso ossia che la radiazione si condensi in materia, perché questo accada c’è bisogno di una necessità vitale, animica se riguarda degli esseri viventi, e una predisposizione vibratoria nel mondo inorganico. Lakhovsky porta ad esempio la suggestiva foresta di Fontainebleau che affonda le radici sul suolo composto di sola sabbia silicea, è evidente che gli alberi creano le sostanze di cui sono composti, indirizzati dal proprio istinto vitale, e vista la composizione del terreno come dargli torto.

Indicativo è anche l’esempio della cristallizzazione della paraffina che avviene per la prima volta in contemporanea in tutti i laboratori di chimica del mondo dopo che il fenomeno si verifica nelle botti stivate su una nave da carico, ecco dunque che la materia comunica; ancora a supporto di Lakhovsky va citato l’esperimento di embriologia in cui ad una morula (embrione allo stadio di grappolo di cellule) è stata trapiantata una cellula da un punto in alto ad uno più in basso, quella cellula invece di diventare un braccio diventa una gamba, in questo caso è la presenza animica ad indirizzare la materializzazione. Bastano questi come esempi per immaginare come tra i pianeti, le forme di vita, i minerali possano replicarsi condensando le vibrazioni eteriche che emanano fino ad enormi distanze.
La teoria della materializzazione serve a Lakhovsky anche per chiarire il funzionamento dei rimedi in omeopatia, dove la somministrazione di alcune minerali e metalli, la cui carenza genera il disturbo nell’organismo, viene fatta proprio in piccole dosi (laddove l’intero dosaggio necessario risulterebbe addirittura tossico), perché la capacità delle cellule di sentire le vibrazioni dei rimedi permette alle stesse di materializzare le sostanze a loro necessarie e di ristabilire l’equilibrio degli oligoelementi. Razionalmente, a fronte di un mal di denti ci appare ovvia l’azione chimica di un analgesico, ma non bisogna trascurare la altrettanto importante e comprovata azione dell’effetto placebo. Lakhovsky non si esime dall’affermare che il pensiero stesso, in quanto onda, può forgiare la materia, autosuggestionare, guarire.

L’azione delle onde sulle cellule è comunque certa, come vedremo in seguito, come pure sugli agenti patogeni, Lakhovsky osserva che le frequenze però sono diverse, ciò che aiuta la cellula contrasta i batteri, proprio perché ‘avversari’ questi vibrano con onde differenti; un caso esemplare è quello che egli nota nell’acqua rimasta nelle vasche elettrolitiche con elettrodi in argento, nella quale è assente la proliferazione batterica, questo oltre che confermare le proprietà antisettiche dell’argento conosciute sin dall’antichità, chiarisce la modalità per cui sono le oscillazioni del metallo che frantumano, e non in senso figurato, l’agente patogeno mentre non sono nocive per i restanti tessuti.
Questa visione della realtà materiale costituita da infinite relazioni energetiche sottili vede l’essere umano come recettore delle onde, e grazie alle sue qualità radio estetiche, abile sia di un’indagine proiettata verso l’esterno, si pensi alla rabdomanzia, sia nella radiobiologia come essere ricevente, per gli effetti della materia sulla organismo e quindi sulla salute. In questa visione l’uomo è connesso all’universo, e l’universo influenza e indirizza la vita biologica, in tal senso un’importanza particolare viene data ai raggi cosmici, da poco scoperti, onde d’altissima frequenza generate dagli astri con altissimo potere di penetrazione, il cui flusso tutto attraversa e al quale Lakhovsky dedica grande importanza fino a coniare il termine universione. Attraverso le ricerche si evidenzia la relazione tra produzioni vegetali, epidemie e forza dei cicli solari, questi ultimi regolatori all’inverso del flusso dei raggi cosmici, appunto l’universione.6
Ma cosa rende l’azione delle onde nociva? Va presto detto che quello che è nocivo alla vita sono le variazioni dei campi elettromagnetici, mentre la loro stabilità ha un effetto non dannoso ma addirittura guarente. L’esperimento condotto sui gerani, ai quali era stato inoculato il Bacterium Tumefaciens, un batterio che provocava il tumore costituisce l’evidenza sperimentale di questa asserzione; le piante trattate con circuiti aperti, sono guarite con la crescita del tessuto sano e il distacco della parte malata, le piante sopravvivono a dispetto delle altre. I circuiti aperti consistono di spirali in rame nudo che convogliando per forma in vortici le onde che vi risuonano creando al di sopra e al di sotto di essi un flusso eterico stabile che con la propria presenza riesce a deviare e convogliare le altre onde che circolano in ambiente.7



Visto l’esito, la sperimentazione sugli effetti positivi dei circuiti aperti oscillanti viene condotta con vari metalli oltre al rame e su varie piante e animali, per valutare gli effetti sulla germinazione, sulla crescita, sulla conservazione, sulla sterilizzazione, tutti con esiti certi. Ma il nostro autore ovviamente si spinge oltre costruendo un oscillatore ad onde multiple, con questo si persegue l’intento di produrre amplificate tutta la gamma di onde che le varie cellule del corpo umano generano per poter generare un campo elettromagnetico stabile, questa volta non si tratta quindi di una spirale metallica nella quale risuonano le onde presenti nell’etere, ma le onde vengono prodotte, tra l’altro l’oscillatore di Lakhovsky mandando in risonanza condriomi e cromosomi delle cellule corporee permette a queste di effettuare la cariogenesi senza disturbi degenerativi, mentre le stesse frequenze finiscono per risultare nocive per le cellule tumorali, avendo quest’ultime una frequenza vibratoria diversa.

In ‘Contributo all’eziologia del cancro’ Lakhosky individua nello squilibrio cellulare la causa delle neoplasie, e indica primariamente come causa dello squilibrio cellulare la presenza di onde eccessive e variabili aventi cause geologiche. Ormai è acclarato che determinate sostanze portano i loro effetti nocivi non solo per via biochimica ma anche vibrazionale, a conferma viene fatto un raffronto tra l’incidenza dei tumori e le tipologie dei suoli. I terreni con sabbie, arenarie e ghiaie sono scarsamente conduttori, perciò attirano a sé meno raggi cosmici, l’universione, e malgrado questi abbia un forte potere penetrante, solo in minima parte è riflesso; mentre i terreni conduttori, composti di argille marne, limi, terreni carboniferi o con giacimenti metalliferi, assorbiranno molto più universione e altrettanto ne rifletteranno; la correlazione tra terreni e incidenza tumorale è comprovata, ma del resto è nota la nefasta influenza di faglie, corsi d’acqua, nodi della rete di Hartmann ad esempio in corrispondenza dei letti.

Lakhovsky grazie al suo oscillatore multi onda, operante con una tensione di 1600V, nei primi del secolo non c’è lo standard della 220V, inizia la sperimentazione sui malati inoperabili, già condannati dalla medicina ufficiale, senza speranza di guarigione, gli esiti sono ‘miracolosi’, va ribadito che la potenza dell’oscillatore multi onde è molto alta, differenza di quelli odierni, e quindi alta la sua efficacia, ma Lakhovsky sul principio dei circuiti aperti sperimenterà anche cinte, collane, bracciali e anche questi daranno i risultati sperati. Quando si parla di risultati si intendono guarigioni e per guarigioni sia chiaro ci si riferisce, tra i mali, al male del secolo, a tale riguardo esiste un’estesa letteratura, come al solito ai più incredibilmente sconosciuta. Se dovessi fare l’elenco dei risultati finirei per annotarne tanti da scrivere un intero volume8, basti dire che dal 1923, quando iniziano le sperimentazioni presso l’ospedale Salpêtrière, il nostro collaborerà con molti altri ospedali parigini, fino ad approdare all’estero in Italia, Spagna, Belgio, Olanda, Germania, Svezia, Svizzera, Uruguay, Grecia, Argentina, Unione Sovietica e Stati Uniti. Ovunque si ottengono risultati che superano ogni aspettativa.
In Italia il professor Sordello Attilj dell’Ospedale Santo Spirito in Sassia a Roma, sperimenta, guarisce, rende pubblici i risultati ai congressi dell’epoca, mentre il prof. G. Mezzadroli si occupa di germinazione, il prof. Guido Cremonese cerca di fissare su lastra fotografica le radiazioni vitali, il prof. Fernando Cazzamalli pubblica studi a riguardo della biofisica celebrale, la letteratura a riguardo è estesa, sia nell’ambito della ricerca, sia nell’ambito clinico, i risultati reali; ma dove sono finite tutte queste conoscenze, dimenticate e soprattutto sostituite da cure altrettanto efficaci?

Quando all’inizio di questo contributo alla conoscenza dell’opera di Lakhovsky ho parlato di sogno, mi riferivo proprio al fatto che questo appare nella mente ad un umanità dimentica di conoscenze scientifiche e mediche quasi appartenenti al mondo onirico, se non vi fossero a smentire le innumerevoli pubblicazioni scientifiche a testimonianza di quanto detto.
Attualmente in Italia va riconosciuto al Centro di Ricerca Georges Lakhovsky di Rimini, l’opera non solo di mantenere vivo il ricordo del ricercatore russo attraverso la traduzione e pubblicazione dei suoi testi altrimenti introvabili, ma soprattutto di perseguire le sue idee in campo curativo ma anche più estesamente nell’ambito della radionica, inutile dire per chi è curioso che basta fare una semplice ricerca sul web, e se la chiusura mentale o lo scetticismo non la faranno da padroni, sarà possibile approfondire le affascinanti tematiche qui esposte.


Giuseppe Moscatello 
pep65@tiscali.it




Note:

1) Nella teoria che vede la materia composta di vortici eterici, l’etere entra ed esce dai vortici sostenendo quelle che appaiono particelle, portando con sè tutte le vibrazioni alla materia e fuoriuscendo da essa con le nuove.
2) La velocità della luce è quella delle onde hertziane nel vuoto, inteso come spazio siderale, secondo l’assunto einsteiniano, in realtà il fisico francese Paul Langevin (1872-1946) già chiariva che la velocità dipende dal mezzo, ad esempio indicava nel sodio la velocità di 6.000.000 km al secondo a fronte dei noti 300.000 km/s.
3) Emil Rasmussen misura per ogni sostanza la corrispettiva lunghezza d’onda, E. Rasmussen, Grundstoffernes Straaling, 1933 Copenhagen.
4) Il dott.Giuseppe Calligaris (1876-1944), che inaugura la sua carriera con la tesi: “Il pensiero che guarisce”, mostra alcuni grafici delle onde pensiero, e le dinamiche di propagazione nei suoi testi.
5) Gli esempi della paraffina e della morula sono riportati dal medico e fisico Massimo Corbucci in: Alla scoperta della particella di dio. Macroedizioni, Cesena – 2006.
6) Più estesamente sull’universione Lakhosky tratta nel testo che dedica a quest’argomento: L’universion, Gauthier-Villars, Parigi - 1927.
7) A riguardo della stabilità di un campo elettromagnetico va notata l’evidente concordanza con le teorie e le relative applicazioni terapeutiche in W. Reich a riguardo della ‘camera orgonica’ e del nostrano Pier Luigi Ighina con la sua ‘poltrona magnetica’.
8) Una buona rassegna dei risultati clinici è consultabile nelle opere: L’oscillazione cellulare, Radiazioni e onde, Le onde cosmiche e i circuiti oscillanti.




Bibliografia di Georges Lakhovsky

Il segreto della vita. F.lli Bocca, Milano - 1938; rist. Macro, Cesena - 2009
La natura e le sue meraviglie. Fratelli Bocca, Milano - 1938
La scienza e la felicità : longevità e immortalità per mezzo delle vibrazioni. F.lli Bocca, Milano - 1939
La terra e noi. Centro di ricerca G. Lakhovsky, Rimini - 1993
L' oscillatore a lunghezze d'onda multiple. Centro di ricerca G. Lakhovsky, Rimini - 1995
Per restare giovani a 100 anni : la spermatoterapia. Centro di ricerca G. Lakhovsky, Rimini - 2009
L' oscillazione cellulare : insieme delle ricerche sperimentali. Ass.cult. Aquarius, Leporano,TA - 2010
Le onde cosmiche e i circuiti oscillanti. Aquarius, Leporano, TA - 2006
Radiazioni e onde : sorgenti della nostra vita. Aquarius-Giannone, Cesena – 2007
L’eternità, la vita e la morte. Centro di ricerca G. Lakhovsky, Rimini – 1994
La materia. Centro di ricerca G. Lakhovsky, Rimini - 1995
L’universione. Centro di ricerca G. Lakhovsky, Rimini – 1997
Il grande problema. Centro di ricerca G. Lakhovsky, Rimini – 1996
La formazione neoplastica ed il disequilibrio oscillatorio cellulare. C. ricerca G. Lakhovsky, Rimini – 1997
Contributo all’eziologia del Cancro. Centro di ricerca G. Lakhovsky, Rimini – 2011
La pelle filtro di salute. Centro di ricerca G. Lakhovsky, Rimini - 2011


Il Ch'an (zen) descritto da un adepto




Il Ch'an è una forma di Buddismo che ha avuto origine in Cina. Esso fu trasmesso poi in Giappone dove divenne noto come Zen, il nome più familiare in Occidente. La mèta ultima del Ch'an è la realizzazione della propria vera intima natura e il modo di esprimere questa realizzazione nelle nostre interazioni con gli altri. La mèta non è altro che il conseguimento del nostro pieno potenziale come Buddha -l'incarnazione della saggezza e della compassione. Il percorso della  pratica di meditazione Ch'an, produce anche un vantaggio fisico, psicologico e spirituale per le persone.

In Dharma Drum, il Maestro Ch'an Sheng-yen, scrive: "Potete aver sentito dire che il Buddismo Ch'an somiglia ad una religione, ma in realtà esso non somiglia ad una religione. Il Buddismo Ch'an è davvero una religione. La religione richiede la fede, e anche la pratica del Ch'an non può essere portata a termine senza la fede. Bisogna comprendere, tuttavia, che la fede di cui parliamo nella tradizione Ch'an è diversa dalla fede come è concepita nelle altre religioni, che enfatizzano la credenza in esseri sovrannaturali o Dèi distinti da sé-stessi. Il Ch'an sottolinea l'importanza di avere fede nel Dharma, cioè negli insegnamenti del Buddha. Questi insegnamenti ci dicono che ognuno ha la Natura di Buddha e che ognuno può raggiungere lo stato di Buddha (o Buddhità). Ogni essere umano che abbia veramente fede negli insegnamenti del Buddha e segue i principi e metodi di pratica può divenire un Buddha.

"Quando noi discutiamo lo sviluppo del Ch'an in Cina, troviamo difficoltà nel disgiungere gli specifici concetti che plasmano il Ch'an da quelli del Buddismo in generale. Il fatto è che è impossibile realizzare il più alto conseguimento del Buddismo senza l'esperienza di una pratica equivalente a quello che si trova nella tradizione del Ch'an. Il Buddismo enfatizza la coltivazione e realizzazione della saggezza, che risolve le lotte interiori e la sofferenza. Ma come possiamo coltivare la saggezza? Dobbiamo fare affidamento sulla guida di metodi Buddisti simili a quelli che si trovano nella pratica del Ch'an.

"Il Buddismo fu portato in Cina all’incirca mille anni dopo che Sakyamuni Buddha raggiunse l’Illuminazione e offrì il Dharma al mondo. Durante il primo periodo del Buddismo, la pratica di dhyana fu esposta come il principale metodo di pratica. La coltivazione di Dhyana calma sistematicamente la mente che, a sua volta, fa catalizzare una comprensione di se-stessi, che genera la saggezza. L'introduzione di questo metodo come apertura al sentiero della saggezza fu molto importante per la trasmissione del Buddismo in Cina. Ci sono molte storie nella tradizione del Ch'an, su discepoli che fanno ai maestri la classica domanda, 'Cosa portò Bodhidharma dall’India in Cina?' Le risposte che i maestri danno possono sembrare diverse, ma l’essenza è perfettamente simile: ‘Bodhidharma non portò nulla in Cina, se non se-stesso’. Egli venne in Cina a dire alle persone che tutti hanno la Natura di Buddha e che ognuno può ottenere lo Stato di Buddha”

"Il sesto Patriarca, Hui-neng (638-713), probabilmente contribuì molto di più allo sviluppo del Ch'an. I Suoi insegnamenti possono essere compendiati nella frase: 'Non si dimori nella mente, nessun pensiero, nessuna forma'. Dovete sperimentare lo stato di mente a cui questa frase si riferisce, realizzare la Natura di Buddha in voi, e comprendere pure che anche se noi parliamo di Buddha-natura, possiamo riferirci a nessuna forma concreta che gli dia forma. La Buddha-natura è l'essenza del vuoto di “sunyata". Il Ch'an include quattro concetti chiave: fede, comprensione, pratica, e realizza-zione. La fede appartiene al reame della religione; la comprensione è filosofica; la pratica è credenza messa in atto; e la realizzazione è illuminazione. Senza la fede, noi non possiamo comprendere; senza capire, noi non possiamo praticare; e senza pratica, noi non possiamo realizzare l’illuminazione. Insieme, questi quattro concetti creano la via d'accesso in cui noi entriamo per raggiungere la saggezza."

“La pratica del Ch'an implica la meditazione, che può essere un processo non proprio comodo e fisicamente doloroso. Forse è per questo che gli antichi Maestri di Ch'an non incoraggiavano la meditazione seduta. Anche i vecchi manoscritti e documenti descrivono che il sesto Patriarca non dava la minima importanza al sedere in meditazione sia prima che dopo la sua Illuminazione."

"Prima del sesto Patriarca, il terzo, il quarto ed il quinto dei Patriarchi, tutti enfatizzarono la pratica di meditazione.... Noi possiamo dire che l’illuminazione non avviene grazie alla meditazione, tuttavia, meditare è un passo necessario verso la liberazione. E l’insegnamento Ch'an dovrebbe funzionare meglio insieme alla pratica medita-tiva. Con la guida di un buon insegnante, la dura pratica, e gli insegnamenti del Ch'an, l’illuminazione non tarderà. "Noi possiamo calmare la mente solo usando un metodo di meditazione. Una volta che la mente è calma, possiamo ridurre i soggettivi e abituali modelli di nozioni auto-stabilite che provocano così tanta irritazione. Quando noi realizziamo un tranquillo e unificato stato di consapevolezza, è possibile vedere cosa davvero sia il ‘sé’-“.

"Vi sono essenzialmente due maggiori scuole di meditazione Ch'an: Lin-chi (Giap. Rinzai) che usa i metodi del kung-an o hua-t'ou, e Ts'ao-tung (Giap. Soto) che usa il metodo della illuminazione silenziosa. Usando i metodi di entrambe le scuole si può arrivare meglio all’illuminazione, e indifferentemente a quale si adotta, prima bisogna essere capaci di rilassare corpo e mente, e poi portarsi allo stato di mente concentrato ed unificato. Solamente a questo punto si possono usare i metodi di kung-an o hua-t'ou, e di illuminazione silenziosa.

"Voi non potrete completare il processo di meditazione solo leggendo qualche sostenuta frase in un libro. La medltazione implica molta, molta pratica". 

Master Sheng -Yen  -  Traduzione di Aliberth 

Fonte: www.chan1.org
Fonte secondaria: Centro Nirvana

....tutto il male delle religioni, della morale e dell'etica



"I predicatori religiosi hanno convinto il mondo intero: "Voi siete peccatori!". E ciò va bene per loro, poiché se non ne foste convinti i lor affari non potrebbero prosperare. Dovete essere peccatori, solo così continueranno ad esistere chiese, moschee e templi. Il vostro permanere nel senso del peccato è la loro buona "stagione", la vostra colpa è il fondamento delle chiese più potenti, più vi sentite in colpa e più le chiese continueranno a consolidarsi. Esse sono costruite sule vostre colpe, sul vostro peccato, sul vostro complesso di inferiorità. Così hanno creato un'umanità inferiore".... (Osho Rajneesh)

Vediamo cosa dicono i recenti studi scientifici basati su tecnologie, dette ‘Brain imaging’, che permettono di vedere quali parti del cervello si mettono in funzione maggiormente durante certi pensieri, parole e azioni. Da queste ‘mappe del cervello’ risulta che il pensiero razionale e il linguaggio attivano nella maggior parte dei casi l’emisfero sinistro, che è simile a un computer, in quanto accumula i dati delle esperienze in memoria e li ripete su richiesta. La parte destra del cervello è attivata dalla musica, dal linguaggio non-verbale, che è fatto di intonazioni della voce, sguardi, gesti, mimica facciale, ecc. e dalla creatività, che è la combinazione originale di elementi presenti in natura…

Purtroppo nella società moderna, soprattutto in seguito al predominio della cultura patriarcale, ha preso il sopravvento la parte giudicativa della mente, da qui la grande avanzata  delle religioni monoteiste (giudaismo, cristianesimo ed islam) basate sulla separazione e sul senso del peccato, sulla arroganza dell'uso nei confronti delle altre creature e della natura.  Queste religioni si autodefiniscono uniche e vere, ma  opprimono i concorrenti considerandolo un proprio diritto, in considerazione della propria "superiorità" ideologica mascherata da "amore" e "tolleranza"

Nel Hua Hu Ching è detto: "Agli altri esseri comuni spesso si richiede tolleranza. Per gli esseri integrali non esiste una cosa come la tolleranza, perché non esiste nessuna cosa come le altre. Essi hanno rinunciato a tutte le idee di individualità e ampliato la loro buona volontà senza pregiudizi in qualunque direzione. Non odiando, non resistendo, non contestando. Amare, odiare, avere aspettative: tutti questi sono attaccamenti. L'attaccamento impedisce la crescita del proprio vero essere. Pertanto l'essere integrale non è attaccato a nulla e può relazionarsi a tutti con una attitudine non strutturata".

Nel taoismo, che non è propriamente una religione e nemmeno una filosofia, ma una forma di naturalismo vissuto senza enfasi, si indica l'astenersi dagli eccessi, sia in positivo che in negativo, come un naturale atteggiamento di vita. Si comprende il bene ed il male ma non si predilige né l'uno né l'altro. Il bene (yang) ed il male (Yin) sono i due aspetti del manifestarsi della esistenza su questa terra. Ed è per questa ragione che i taoisti irridevano il buon Confucio che da razionalista convinto spingeva per un'etica sociale e politica, mentre essi si limitavano a permanere nella propria natura originale. Rispettando le propensioni naturali, non acquisite quindi per convenienza utilitaristica...



Si narra che un giorno  Confucio pensò di poter convertire alla sua morale un famoso ladro di nome Koshi, così si recò nel suo covo e cominciò ad impartirgli i suoi insegnamenti. Ma Koshi si stancò ben presto della predica importuna. "Sei più puerile di un bambino - sbottò infine il ladro - la tua morale sarà buona per te ma per me non vale niente. Insegnami l'altro lato della morale se vuoi che comprenda!" Fu quella una grande lezione per Confucio.

La felicità è la nostra vera natura e la ricerca della felicità è un modo per oscurarla e nasconderla. Infatti in un antico proverbio popolare  si dice "Il meglio è nemico del bene"... poiché perseguendo l'ipotetico meglio non si vive il bene che è a portata di mano. Prova ne sia anche a livello legislativo la continua immissione di leggi nella società che non fanno altro che rendere la giustizia sempre più cavillosa ed impraticabile.

Forse andrebbe recuperato il fantastico ed il poetico  anche nella nostra vita sociale e produttiva... Quella poeticità, che nel mondo antico caratterizza la forma dell’interrogarsi dell’uomo sul reale e sul senso delle proprie esperienze, è spia significativa di una ORIGINARIA CONCORDIA tra una spontanea accettazione dell'altro (non semplicemente etica) e la felicità innata  che con la razionalità  finisce con l’essere dimenticata.

Occorre superare il  distacco che ha portato quasi a naturalizzare il conflitto tra  poesia e  retorica, e ciò senza voler efficientemente promuovere ed affermare e ri-pensare la verità della gioia  in quanto risultato di una  concezione "etica".

“L’uomo che non voglia far parte della massa non ha che da smettere di essere accomodante con se stesso; segua piuttosto la propria coscienza che gli grida: ’sii te stesso! Tu non sei certo ciò che fai, pensi e desideri ora’. Ogni giovane anima sente giorno e notte questo appello e ne trema; infatti presagisce, rivolgendo il pensiero alla sua reale liberazione, la misura di felicità destinata dall’eternità; felicità che non riuscirà mai a raggiungere se incatenata dalle opinioni e dalla paura. E quanto assurda e desolata può divenire l’esistenza senza questa liberazione! Nella natura non c’è creatura più vuota e ripugnante dell’uomo che è sfuggito al suo genio e ora volge di soppiatto lo sguardo a destra e a sinistra, indietro e ovunque. Un tale uomo alla fine non lo si può neppure attaccare: è solo esteriorità senza nucleo, un marcio costume, pitturato e rigonfio, un fantasma agghindato che non può ispirare paura e tanto meno compassione.” (Friedrich Nietzsche)

Paolo D'Arpini