La realizzazione di Sé e l'ispirazione di Apollo Sorano


Durante il pellegrinaggio compiuto il 27 settembre 2009 sino alla cima del monte sacro Soratte, ove c’era il tempio di Apollo Sorano ed oggi esiste l’eremo di San Silvestro, il papa contemporaneo all’imperatore Costantino (quello che liberalizzò e rese istituzionale il cristianesimo),  mi è stata rivolta a bruciapelo una domanda “…ma tu hai raggiunto te stesso?”. In quel momento ho sentito che in qualsiasi modo avessi risposto sarebbe stato improprio… poiché se avessi detto di sì tale affermazione avrebbe implicato l’esistenza di un “io” che afferma di aver raggiunto se stesso (ovvero l’io inferiore che giunge all’Io superiore come intendeva il questionante). Se avessi detto di  no avrei comunque negato una verità evidente… come possiamo non essere il Sé, sempre e comunque?
Chiaramente, da buon scimmiotto e da buon archeologo del Sé, me la sono “cavata”, ispirato da Apollo,  negando ed affermando contemporaneamente, ed allo stesso tempo puntualizzando come ognuno di noi non può far altro che essere il Sé e che il desiderare di esserlo è solo un’ostruzione… e la cosa migliore –come diceva Ramana Maharshi- è di restare tranquilli e quieti senza chiedersi nulla,   centrati nel senso dell’IO, che è la nostra vera identità e natura. Mentre le immagini di sé che appaiono nella mente, e l’identificazione con un io perfettibile,  sono solo una proiezione della tendenza separativa, un’illusione….
Ho perciò accolto con grande gioia lo scritto che segue,  inviatomi da Caterina Regazzi la sera stessa del discorso suddetto,  tratto dal testo Io sono Quello di Nisargadatta Maharaj:    
V.: …il ricordo di quelle esperienze meravigliose mi perseguita. Voglio riprovarle ancora.
M.: siccome le rivuoi non puoi averle. L’intensità del desiderio ti impedisce ogni esperienza più profonda. Niente di prezioso può accadere a una mente che sa esattamente ciò che vuole, perché niente di ciò che immagina e desidera ha grande valore.
V.: allora, cosa vale la pena di volere?
M.: il massimo, la felicità più elevata. L’assenza di desiderio è la beatitudine suprema.
………………………….
V.: …come si va oltre la mente?
M.: i punti di partenza sono molti, ma portano tutti alla stessa meta. Puoi iniziare ad agire in maniera disinteressata, rinunciando ai frutti dell’azione, per poi abbandonare ogni pensiero o desiderio. Ecco, il fattore chiave è l’abbandono. Altrimenti puoi ignorare qualsiasi cosa tu voglia, pensi o faccia, concentrandoti sul pensiero “io sono”, tenendolo fisso in mente. Qualunque esperienza ti capiti di fare, rimani saldamente consapevole del fatto che tutto ciò che può essere percepito è transitorio e che solo l’”io sono” è permanente. Qui ed ora.
Per una migliore comprensione invito i lettori a  leggere l’esperienza che vissi incontrando il saggio, poco prima della sua “morte”, nel 1981:  http://www.circolovegetarianocalcata.it/2008/10/24/il-mio-incontro-con-nisargadatta-maharaj%e2%80%a6%e2%80%a6/
Paolo D'Arpini

L'armonia esterna contribuisce all'armonia interna (e l'inverso)

Come nella pittura l’armonico accostamento tra più colori può produrre un’opera d’arte e nella musica l’armonia tra le note produrre una sinfonia, così l’armonia tra il nostro organismo e gli elementi che entrano a farne parte attraverso l’alimentazione sono in grado di produrre uno stato armonico tra salute, benessere e felicità nella persona.
Come in pittura è importante la qualità dei colori quanto la capacità artistica del giusto accostamento, così nella musica è necessario che le note siano prodotte dallo strumento adatto ed armonicamente accostate per produrre una sinfonia: allo stesso modo gli alimenti armonici con il nostro organismo sono quelli biologicamente compatibili con la nostra natura di esseri fruttariani. Alla stesso modo un’alimentazione inadatta per qualità e quantità di nutrienti è in grado di produrre disarmonia nell’organismo e quindi malattia.
L’alimentazione idonea alle esigenze biologiche del nostro organismo oltre a dare all’individuo buona salute corporea favorisce lucidità di pensiero, creativo, penetrante, positivo e di conseguenza all’armonia indotta tra corpo e mente, svilupperà la componente emotiva nell’individuo, la sua sfera sensibile, della quale ne beneficerà la sua stessa dimensione spirituale e favorirà l’elevazione e quindi alla realizzazione integrale dell’essere umano.
E’ l’armonia tra i diversi componenti un organismo che dà alla vita la possibilità di manifestarsi. L’amore stesso si manifesta tra due o più soggetti tra in cui si stabilisce una simbiosi affettiva. Un edificio è stabile non solo se ha buone fondamenta ma se le strutture portanti sono solide, se gli impianti sono fatti ad opera d’arte e se i componenti strutturali sono conformi alla buona resistenza e all’estetica architettonica. Il bene è sinonimo di armonia, di sintonia, di equilibrio. Qualunque progetto può giungere a compimento solo se il suo programma si esprime in modo armonico.
L’armonia regna sovrana nell’universo. Né gli esseri unicellulari né le galassia potrebbero esistere senza l’equilibrio armonico tra le masse che compongono la materia, tra le forze elettromagnetiche, tra l’energia. Anche un meccanismo, una macchina, risponde alle esigenze solo se tutti i suoi componenti funzionano armonicamente e in sintonia. La fusione armonica tra l’idrogeno e l’ossigeno genera l’acqua. L’equilibrio tra i 5 componenti fondamentali  (acqua, terra, aria, etere e fuoco) consente alla vita di manifestarsi sul pianeta. La prevalenza dell’uomo sugli altri creerebbe il caos.
L’organismo umano per svilupparsi ed assolvere alle sue funzioni ha bisogno di nutrirsi di zuccheri, grassi, proteine, minerali, vitamine e acqua. La salute dell’individuo, il suo benessere e quindi la sua felicità è assicurata solo se le sostanze che entrano a far parte del suo organismo tramite la dieta sono tra loro ottimali, cioè in proporzione armonica tra loro, diversamente se c’è carenza o sovralimentazione viene ad instaurarsi la malattia che può portare alla sofferenza e anche alla morte. Ogni organismo vivente, dal filo d’erba alla balena è una stupefacente ed armonica opera d’arte. Per contro la mancanza di armonia tra le parti genera tensione, conflitto, violenza, sofferenza, distruzione.
I sistemi che alimentano e vivificano l’organismo (linfatico, sanguigno, ormonale, enzimatico, neurologico…) funzionano solo se sono armonici ed in sintonia tra loro. Uno stato funziona solo se i suoi sistemi politici, economici, amministrativi, legislativi ecc. non solo sono in sintonia tra l’oro ma singolarmente armonici all’interno di se stessi. Allo stesso modo una coppia, una famiglia vive bene solo se i suoi singoli componenti sono in sintonia tra loro; ma affinché ci sia intesa tra i componenti è necessario che l’individuo sia in se stesso, individualmente, personalmente armonico.
E affinché l’individuo sia armonico con se stesso è necessario che i componenti fondamentali dell’entità umana (corpo, mente, coscienza e spirito) siano non solo in sintonia tra loro ma abbiano lo stesso livello evolutivo.
Franco Libero Manco

Scienze psico-magiche: "L'amore fa la differenza!"



….ho studiato scienze psicomagiche, arte musica e teatro, ho
frequentato musei e mostre per vent’anni, dipingevo, facevo
espressionismo astratto, ascoltavo free jazz e musica pop rock. un
giorno in una galleria d arte ho iniziato a sentirmi soffocato dal
linguaggio rarefatto e artificioso dell arte contemporanea. mi trovavo
in difficoltà soprattutto con i miei nonni ferrovieri e contadini,
come spiegargli che facevo action painting? allora ho abbandonato l
arte astratta e ho girato un decennio per l italia meridionale alla
ricerca di un nuovo linguaggio figurativo, il mio linguaggio, per
paesi campagne borghi e contrade. un giorno l illuminazione, in una
piccola stanza di una casa di terra, ho scoperto dei barattoli
contenenti semi di tutti i tipi e di tutti i colori. i semi sono al
limite tra cultura materiale e cultura immateriale, autentica
biblioteca della tradizione rurale trasmessa di generazione in
generazione assieme al sapere orale: come farli germinare nel modo
giusto e coltivarli fino alla raccolta dei frutti e del nuovi semi
rispettando attese e tempi giusti nel ciclo dell anno. i semi mi hanno
aperto un mondo, ho iniziato a comunicare con anziani bambini
intellettuali scienziati. un linguaggio semplice e accessibile a
tutti.

mi piace rappresentare questa idea con un haiku, componimento poetico
giapponese di tre versi,

ognuno con un senso compiuto.

il senso del luogo

il soffio del cielo

la magia della parola

il senso del luogo e’ come quando si arriva in un posto che non
conosciamo e man mano che passa il tempo il paesaggio muta ai nostri
occhi, anche i volti delle persone che conosciamo modificano i loro
tratti e il nomadismo della mente prende forma lasciando spazio ad
accoglienze e incontri che sanno di appartenenza e identità.
riacquistiamo il senso del luogo osservando con attenzione l ambiente
che ci circonda l origine di quello che mangiamo imparando a
riconoscere piante e animali. con la magia della parola riscopriamo il
senso della comunità e dei legami intergenerazionali come sistema di
protezione della collettività, attuata anche con lo scambio del seme
nella comunità di appartenenza, rete di scambio e socializzazione dei
saperi attraverso la magia della parola. infine il soffio del cielo,
luce calore e acqua che svegliano la memoria genetica del piccolo
seme. i contadini a volte selezionano i semi per grandezza ma spesso
alcuni semi piccoli e storti resistono meglio ad attacchi di parassiti
quindi la biodiversita e’ la vera forza della specie nel ciclo
evolutivo e va preservata in modo assoluto nella sua totalità.

Il 10 ottobre 1970 e’ uscito atom heart mother dei pink floyd. la
suite dura un intera facciata ed e’ stata eseguita con un orchestra
sinfonica e mi piace immaginarla come colonna sonora della
biodiversità, la spinta delle sensazioni puo essere tale da annullare
anche l eventuale messaggio della mucca che rumina sulla copertina del
disco e la vitalità del prato brulicante di semi.

Tommaso Campanella nella città del sole ipotizza una città concentrica
sette cerchi, specchio della cosmologia celeste e dell intelligenza
del cosmo. nel cerchio centrale il sole entità suprema che campanella
rappresenta col semplice simbolo O . sintetizza col suo pensiero i
nessi ecologici fra piante animali ambiente. per lui il cosmo e’ un
tutto inscindibile in cui pietre e stelle animali e piante, angeli e
pianeti compongono una sterminata e capillare unita, attraversata in
tutte le direzioni da vincoli occulti rispondenze parallelismi e
influssi reciproci, fecondo avvio di una metodologia formata sulla
evidenza dei dati sensibili e sulla autosufficienza della natura.
(mente universale) campanella comprende la potenza della sinergia tra
gli esseri viventi e di quella che oggi chiamiamo biodiversità,
applicando la teoria dei sette cerchi potremmo ipotizzare sette
livelli di biodiversità.

Il singolo seme con il suo corredo genetico biodiverso da tutti gli
altri, per esempio un fagiolo bianco, il seme o fagiolo bianco,
varietà colturale o ecotipo, tondino del tavo, il seme e la specie di
appartenenza nel nostro caso il fagiolo nome scientifico phaseolus
vulgaris, il seme e la famiglia di appartenenza, leguminose o legumi,
il seme in relazione alle altre famiglie, alle altre specie e alle
altre varietà colturali presenti in un ecosistema, il seme e le
sinergie con insetti uccelli e altri predatori, il seme in relazione
con l’ambiente in generale in rapporto alla presenza di luce acqua e
caratteristiche del terreno.

Le piante sono state definite dall’uomo secondo un principio di
utilità definito principio di determinazione. secondo tale principio
gli uomini hanno deciso il grado di utilità delle piante presenti nel
loro ecosistema. alcune piante pensate dannose o infestanti altre
decorative altre quelle per uso alimentare, preziose; le erbe
officinali utili. le piante non sanno di essere utili dannose
infestanti o profumate.

I profumi dei fiori i sapori dei frutti o anche alcaloidi che alcune
piante producono sono espedienti che rientrano nella strategia che la
pianta usa per attirare insetti uccelli e mammiferi utili alla
propagazione del seme possibilmente lontano dalla pianta madre e
sistemi di difesa contro altri insetti e predatori che in qualche modo
possono risultare dannosi alla pianta. quindi l espressione dell
ecologia vegetale di ogni pianta e’ legata alla propagazione della
specie. l uomo come altri mammiferi e’ attirato dalla strategia delle
piante e ha usufruito della complessa e variegata intelligenza del
mondo vegetale piegandola a un semplice uso pratico che possiamo
definire principio di determinazione su basi prettamente
utilitaristiche.

La natura offre sempre dei modelli!

Anche un supermercato con tutte le merci colorate stipate sui scaffali
per attirare lo sguardo del consumatore ha un modello naturale, la
siepe. la siepe funziona esattamente come gli scaffali di un moderno
supermercato. le merci, i semi e bacche colorati sono offerti a
diversa altezza a seconda del tipo di consumatore. nella parte bassa
bacche di asparagi e gigari per roditori serpenti e altri piccoli
mammiferi, poi più in alto coloratissime bacche di piracanta
biancospino corbezzolo ligustro rose e rovi per piccoli uccelli, e poi
bacche più grandi come le ghiande per uccelli più grandi come le
ghiandaie. ogni pianta vuole attirare specifici predatori. alcune
piante lavorano in sinergia con gli uccelli. nel senso che il seme per
essere germinato passa prima nello stomaco dei volatili. le piante
riescono a differenziarsi tra di loro frutti e bacche per grandezza e
colori sapendo che alcuni uccelli vedono solo alcune frequenze di
luce. alcuni odori di piante allo stesso tempo attraggono insetti
adatti all impollinazione e respingono altri non graditi. il frutto
rappresenta allo steso tempo la fine e l inizio del ciclo vitale della
pianta, il frutto e’ l involucro o il mezzo con cui la pianta attua la
sua strategia di propagazione del seme attirando con la polpa
fragrante e profumata i predatori che portano lontano il seme. i semi
nella loro memoria genetica hanno sensori che reagiscono al calore
alla luce e all umidità. anche la produzione di frutti e bacche in
gran quantità rientra nella strategia della pianta per attirar maggior
numero di predatori e disperdere semi in tutte le direzioni. quindi
l’ecosistema segue nessi ecologici attraversati in tutte le direzioni
da vincoli rispondenze parallelismi e influssi reciproci come se il
culto per l ente supremo sia innato negli organismi viventi.

Il bosco è come una pacifica armata che si muove in sinergia secondo
precise direttive, alla conquista di spazio. su un terreno arrivano le
cosiddette piante pioniere a colonizzare, muschi e licheni poi le
erbe, poi gli uccelli portano i semi di arbusti e si forma la siepe,
sulle siepi arrivano altri uccelli a poggiarsi e portano semi di
alberi. quando gli alberi crescono sottraggono spazio e luce agli
arbusti in basso. quindi quando il bosco raggiunge il suo climax
vegetativo, equilibrio dinamico, la siepe e gli arbusti o il semplice
prato sono già andati via perché fanno parte dell avanguardia dell
armata e quindi vanno sempre all’avanscoperta, ai limiti del bosco.

Semi vere icone della cultura contadina organismi viventi che con il
loro corredo genetico si muovono lungo una linea che oscilla tra il
valore funzionale quello emozionale e poetico e quello del segno e del
colore, percorso della pianta approfondito e riflessivo ma anche
artistico e giocoso.

La pianta nelle sue strategie di propagazione del seme apparecchia
colori stupendi per attrarre uccelli. riesce a produrre un pigmento
che da vibrazioni e frequenze di luce che attraggono determinati
uccelli, quindi intuisce le frequenze che gli uccelli vedono e inoltre
apparecchia colori e pigmenti diversi dalla pianta vicina, quindi
percepisce pure il colore delle altre piante. le piante che non hanno
una diffusione del seme legata nello specifico agli uccelli, come i
legumi che hanno una espulsione meccanica del seme, tendono a
mimetizzare il seme nell’immediato con il colore della terra dove
cadono. quindi si può pensare che nei vari millenni di evoluzione
della pianta il seme abbia assorbito il colore della terra in cui la
pianta e’ vissuta. molti legumi hanno colori neutri molto vicini ai
colori naturali della terra. anche i cerali possono rientrare in
questa ottica con i colori dei semi che riassumono i colori sabbiosi
della cosiddetta mezzaluna fertile. quindi una pianta produce un
pigmento che riflette la luce in un certo modo per produrre frequenze
di colore che attraggono determinati uccelli che vedono solo quelle
frequenze di colore o di luce e si differenzia dalle altre piante
vicine per bacche e pigmenti che producono altre frequenze di luce e
colore. una specie di fantasmagorico caleidoscopio questo rapporto
sinergico tra le piante della stessa comunità vegetale e gli uccelli
che frequentano tale comunità. nel 1973 e’ uscito un disco dei led
zeppelin con una insolita copertina caleidoscopica in cui dei dischi
di cartone sovrapposti producono mutamenti di colore prospettive di
disegni, d altra parte la musica del dirigibile zeppelin e’ la colonna
sonora ideale di questo quaderno, infatti si diceva che se dio avesse
la voce sarebbe sicuramente quella di robert plant: physical graffiti

Mi piace pensare al brano ancestral voices del art ensemble of Chicago
che metteva in scena una sorta di teatro di strada con costumi
africani, volti pitturati e una forte attitudine alla resa
spettacolare della loro musica. ecco allora le voci ancestrali
richiamano sicuramente influenze culturali africane ma immagino in
questo ambito riferite al codice genetico che ogni singolo seme
possiede. voglio chiudere con il brano universal mother del
trombettista don cherry geniale folletto del free jazz spinto alla
ricerca di contaminazioni spirituali con temi e filosofie dell
oriente. madre universale, con un accorato mantra

om mani padme hum

salve o gioiello nel fiore di loto

il suo significato e’ fortemente simbolico e viene raccomandato in
tutte le situazioni di difficoltà:

la collocazione del gioiello,

l illuminazione nel loto,

la coscienza umana.

seme s.m.: nella pianta o nel frutto il corpo riproduttivo di varia
forma colore e dimensioni, dalla cui germinazione ha origine un nuovo
organismo vegetale

il seme oltre che essere al limite tra cultura materiale e cultura
immateriale azzera alcuni parametri culturali e linguistici. il
concetto seme esprime in modo immediato la sua essenza senza altre
condizioni

il pachaging dei semi

arte del pacco o dell involucro e dei colori

rosso: energia, il rosso semplicemente attrae, bacche di biancospino
piracanta sorbo

blu: classico e tradizione bacche di viburno mirto

giallo: solare e moderno piace a tutti, più va verso l arancione più
diventa irresistibile, bacche di corbezzolo sorbo degli uccellatori
piracanta

nero: eleganza conferisce eslusivita al contenuto, bacche di ligustro e alloro

verde: rassicura sulla qualità del prodotto, ghiande e nocciole

love difference!

Ferdinando Renzetti


La vita continua nel post mortem? Viaggio nell'aldilà di Cesare Boni



Stiamo vivendo un momento assai buio nella vera conoscenza e nella
vera consapevolezza della natura dell’uomo.

Si parla tanto della vita senza sapere cosa sia la vita. Quale è,
domando, la natura della vita? Dove la trovo? Di che è fatta la vita?

Ognuno parla senza sapere, anzi, meno sa e più parla, e questo anche
ai più alti livelli.

Sento pontificare sulla fine della vita. Può mai la vita finire?

Sarebbe sufficiente, prima di parlare, fare riferimento, anziché a
frasi fatte, a definizioni prive di fondamento, prendere in mano i
grandi libri sapienziali di tutte le tradizioni:

Il Bardo Thodol per il Buddhismo – Le Upanishad e la Bhagavad Gita per
l’Induismo, Il Tao teh Ching per il Taoismo, la Cabbalah per
l’Ebraismo, l’Antico e il Nuovo testamento per il Cristianesimo, il
Corano per l’Islam, ma anche la visione dei grandi saggi di tutte le
tradizioni, per sapere che non vi può essere una fine della vita,
perché la vita è eterna:

Vi ho scritto queste cose perché sappiate che la vostra vita è eterna
(I° lettera si Giovanni 1-5-13

Nessuno muore perché l’anima porta in sé i segni della sua eternità
(Corano LXXV.38)

Ciò che esiste non può cessare di esistere (Bhagavad Gita II°.16)

Non morirò, resterò in vita e annuncerò le opere del Signore (Bibbia –
Salmo 118.17)

Bisogna che l’uomo accetti la morte come accetta la nascita allora
imparerà che non deve morire, ma che la sua vita è eterna (Cabbalah)

Perché tutti i grandi testi ci dicono che la vita è eterna?

Perché la vita non è un dono di Dio, come oggi, ai più alti livelli
viene predicato, ma è Dio stesso.

Nella Genesi leggiamo: “Dio fece l’uomo dagli elementi della terra.
Gli soffiò nelle narici un alito vitale e l’uomo divenne anima
vivente”.

Il soffio, il respiro di Dio, che è la vita di ogni cosa creata è il
Divino stesso, non un suo dono.

D’altra parte come potrebbe essere concepibile nel Dio-Amore il fatto
che Egli doni all’uomo la vita e poi però ne faccia di questo dono ciò
che Lui vuole, e quando vuole depredi l’uomo del dono che gli ha dato.
Che Dio-Amore sarebbe. Nessuna madre, appena appena amorevole, farebbe
altrettanto.

No! La vita è il Divino stesso che fluisce nell’umano, è l’Assoluto
che permea il relativo della Sua natura, è l’Infinito che porta il
finito a perdere i suoi limiti.

Ma questo errore fondamentale determina due grandi e gravi
conseguenze: l’attaccamento al corpo, con la grande confusione che noi
siamo un corpo che ha un anima, anziché la verità e cioè che noi siamo
un’anima che si dota, su questo piano di esistenza , di un corpo per
realizzare lo scopo della vita.

Non conosciamo lo scopo della vita e quindi la identifichiamo con
qualcosa che è impermanente: il corpo.

Eppure tutte le tradizioni spirituali, compresa la nostra, sono assai
chiare sullo scopo della vita

Sarebbe sufficiente leggere nel Catechismo della Chiesa Cattolica
(Cap.II°), la grande affermazione di San Attanasio di Alessandria,
padre della Chiesa, , ribadita poi da tutti i grandi Maestri della
nostra Teologia: “Dio divenne uomo perché l’uomo divenga Dio”.

L’Islam lo conferma:

“La conoscenza di Dio è la ragione stessa della creazione del mondo”

“La via della conoscenza della vita è la Fana’hiLlah , l’unità con la
Divinità, la riunione con l’Assoluto”

Ricordo a questo proposito le rime di due grandi poeti dell’oriente:

“La realtà della vita è la vita, il cui inizio non è nel grembo
materno e la cui fine non è nel sepolcro.

La materia ed il suo mondo sono un sogno a paragone del risveglio che
noi chiamiamo con terrore: morte”

Kahlil Gibran – The voice of the Master

Il concetto di “io” e “tu” deve nella vita divenire Uno e fondersi nell’Amato -

Rumi – Poems

Nel nostro Credo si testimonia che la vita non è che lo Spirito Santo
che procede “dal Padre al Figlio e dal Figlio al Padre”. Su questa
Verità si è generato il grande scisma d’Oriente. Ed ora noi neghiamo
questa verità affermando che la morte sia la fine della vita.

Questa affermazione genera la visione della vita come un segmento che
ha un inizio, la nascita, ed una fine, la morte. Se questo fosse vero
saremmo sepolti dai misteri:

Chi ero io prima di nascere? C’ero o non c’ero, e se c’ero come ero? MISTERO

Perché, se la vita è una ed è preziosa, uno vive 94 anni ed uno muore
a 16 per un incidente? MISTERO

Perché se la vita è una ed è preziosa, uno nasce in una famiglia ricca
ed un altro nasce nel Biafra e muore di fame? MISTERO

Potete trovare quanti MISTERI volete, i MISTERI si accavallano come
onde di uno tsunami. Nulla può essere conosciuto, tutto è mistero.

La vita, invece, nella Verità portataci dalle grandi tradizioni
spirituali, dai grandi saggi di ogni tempo, è un ciclo eterno,
inestinguibile, non nato.

Questa Verità è anche patrimonio della nostra scienza fin dalla fine
del 1700, quando il grande padre della chimica moderna, Antoine
Laurent Lavoisier, concludendo lo studio sulla conservazione della
massa ha affermato: “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto di
trasforma”

Questa legge è stata poi ribadita da Einstein nella “teoria generale e
speciale della relatività” e nella “teoria del campo unificato”.

La vita non è quindi qualcosa separata da noi. E’ la nostra stessa
natura essenziale ed eterna. Noi siamo la vita. Noi abbiamo il libero
arbitrio di gestire la nostra vita con la visione che la vita ha uno
scopo altissimo che abbiamo già chiarito. Essa non finisce con la fine
dei corpi che la rivestono.

Alla luce di questo dovrebbe essere pensato il testamento biologico.
Non si dovrebbe speculare su queste verità dimostrando tutta
l’ignoranza, l’oscurità, la presunzione di cui siamo testimoni oggi.

Abbiamo nuovi crociati che combattono e fanno danni irreparabili in
nome della fede, nuove suffragette che strillano e si disperano in
difesa della vita, come se la vita avesse bisogno di loro e dovesse
essere difesa, nuove inquisizioni che denunciano e vogliono condanne.

Bisogna avere molta compassione di loro, sono veramente in grave
condizione, perché pensando che la vita sia legata al loro corpo non
pensano che prima o poi questo corpo dovranno lasciarlo.

Come tanatologo, accompagno da tanti anni i malati terminali verso la
soglia della morte e conosco bene come queste affermazioni siano
generatrici di paura, di attacchi di panico, di dolorosissimi sensi di
colpa quando la morte del corpo si avvicina.

Bisognerebbe consigliare a costoro che urlano nel nome di Cristo e
denunciano Papà Englaro e lo vorrebbero in carcere per tutta la vita
che si rileggano il Vangelo e troveranno due affermazioni del Cristo
su cui meditare prima di parlare: amatevi l’un l’altro come io ho
amato voi. Non guardate la pagliuzza dell’occhio del vicino;
preoccupatevi piuttosto della trave che vi acceca.

Sul testamento biologico si dovrebbero fare ancora due considerazioni
importanti: Sul progetto di legge ora in Commissione al Senato tutti i
parlamentari rivendicano il diritto alla “libertà di coscienza”, ma
non si rendono conto che una legge sulla morte nega proprio la
“libertà di coscienza” di tutti i cittadini. Con una legge sui
morenti, proprio loro non avranno più libertà di scelta secondo la
loro coscienza, ma verranno loro imposti interventi coercitivi della
loro libertà. E’ una libertà di pochi che nega la libertà di tutti.
Quindi non ritengo che vi debba essere una legge che vincoli il
morente a subire, ed il medico ad imporre, interventi che né l’uno, né
l’altro desidera.

Se fossero stati vicini a chi muore serenamente nel proprio letto,
come noi facciamo da tanti anni con la nostra assistenza a domicilio
saprebbero che è proprio la natura a spingere il morente a non voler
più essere alimentato o idratato. Da che mondo è mondo, sia gli umani
che gli animali non si alimentano più negli ultimi giorni. Questo
rifiuto spontaneo è una grande benedizione, crea endorfine che
permettono all’uomo di lasciare il suo corpo nella naturale serenità
della morte.

Ai nostri vecchietti, se passerà la nuova legge, verranno imposti
interventi assolutamente innaturali. Dovranno tutti morire con un
sondino naso-gastrico in gola. Tutto in nome del cattolicesimo, che
assurdità!

Cesare Boni