L'intelligenza della risata... secondo Osho



Domanda: Non è ridicolo e divertente che, in un mondo dominato dall'odio e dai conflitti, dalla tristezza e dalla sofferenza, tu sia il solo messaggero d'amore e di risate?

Risposta di Osho: «✿»
Lo è. Ma qualcuno deve pur iniziare.
Noi vogliamo che il mondo sia meno serio e più sensibile alla
vita; certo, deve essere sincero,ma non serio.
Noi vogliamo che il mondo impari che il senso dell'umorismo è una
delle qualità fondamentali di un uomo religioso. ..
Se non ridi, ti lasci sfuggire moltissimi misteri della vita: la risata
ti rende un bambino innocente e ti collega all'esistenza;ti unisce al
fragore dell'oceano, al silenzio delle stelle.
La risata, fa dell'uomo l'unico essere intelligente del mondo,perché
solo chi è intelligente può ridere.
Ma l'intelligenza va stimolata,va usata,altrimenti si impigrisce e muore.
Accade a qualsiasi parte del corpo:se non usi le gambe per anni,si
atrofizzano... non riuscirai più a camminare.
Se tenessi gli occhi chiusi per tre anni,perderesti il senso della vista.
Guarda gli ebrei: il senso dell'umorismo li ha aiutati a
sopravvivere, ma ha anche raffinato la loro intelligenza: hanno vinto
più Premi Nobel loro, di qualsiasi altra razza!


E le migliori barzellette sono state inventate da loro...
In una sinagoga, conciata molto male,si decise di dar vita a una
lotteria, per raccogliere i fondi necessari alle migliorie.
Il giorno dell'estrazione, l'intera comunità, al colmo
dell'eccitazione, si riunì nella piazza del villaggio: come terzo
premio,venne assegnata una splendida Cadillac... ma quando toccò al
vincitore del secondo premio, si vide consegnare una comune; sebbene
grande e molto decorata, torta alla panna, a due strati. .
'Scherzate?' chiese il vincitore allibito.
'Ma non capisci,' gli spiegarono gli organizzatori. 'Questa torta è
stata fatta dalla moglie del rabbino!'
Al colmo dell'ira, il vincitore esplose furibondo: 'In culo alla
moglie del rabbino...!' ..
'Ma quello è il primo premio!'

Solo gli ebrei possono scherzare tanto: questo dimostra intimità, rispetto, amore. In questo modo, il rabbino rimane parte della sua comunità... non c'è nulla di serio. Ma la serietà è sempre stata ritenuta un requisito indispensabile, per avere il rispetto sociale; e questo ha reso tutti seri.

E oggigiorno non si è più seri per un motivo particolare,si è
semplicemente seri: è diventata una seconda natura;la gente ha
scordato che è una malattia... è la morte del senso dell'umorismo.
Eppure la vita,tutt'intorno a noi,è colma di motivi per ridere... se
hai il senso dell'umorismo,ti accorgi che non c'è tempo per essere
tristi; a ogni istante, accade una cosa o l'altra...


Certo, il mio compito è riportare il sorriso all'intera umanità,che lo
ha dimenticato. E quando dimentichi di ridere, ti dimentichi sempre di cantare, di
amare, di danzare... non solo di ridere.

La risata è unita ad altre qualità,così come alla serietà si uniscono
altre cose:se ti dimentichi di ridere, ti dimentichi di amare.
Come fai, con una faccia lugubre, a dire a una donna: 'Ti amo'? Per lo
meno un sorrisino dovrai pur farlo! ..

Con un volto serio,non riuscirai più a dire nulla... e la gente prende
le cose con tale e tanta serietà, che tutto diventa opprimente.

Impara a ridere sempre di più.

La risata, per me, è sacra come lo è la preghiera: è la sola preghiera
possibile.


Tratto da: Vivere, amare, ridere... di Osho Rajneesh



Un messaggio di Siddharameshwar Maharaj riportato dal suo discepolo Nisargadatta Maharaj


Siddharameshswar Maharaj

A TYPICAL SPEECH OF SRI SIDDHARAMESHWAR MAHARAJ WHICH NISARGADATTA HEARD IN HIS YEARS WITH HIS MASTER

"God is nothing else than the devotee. Give up the idea that there is
a devotee and a God. It is a myth that some one else will come and do
something for you. Whatever is, is of your own making. Nothing
extraneous will give you Godhood. Maya [doubt] has the power to
dislodge or shake you from your conviction, but it has no power to
give you Godhood.

Your will has given you the shape you experience. Be God or whatever
you like; you have only to will so. Name what you like and you have
it. What you acquire comes to being. How will people call you God if
you yourself do not believe in your Godhood? When you will realize
that you were committing a "sin" or a blunder in behaving like a
worldly being then Godhood, will dawn on you. When you feel so, then
take it, that You are acquiring Godhood.

Why, you have actually acquired it, nay, you will then experience that
you needed no acquisition of it because it was there eternally within
you already. As a man naturally feels ashamed to wear the garments of
a woman, so a man who has acquired Godhood will feel ashamed of the
material life. You must always feel that ultimate Reality is ever
free. You should be ashamed of going round as a human being. Why
should you need different objects for the gratification of different
senses of the body when you are convinced that you are not the body
but pure consciousness [Brahma] itself. Beware and examine critically
the thoughts coming to your mind. Do it as a daily routine. Go on
observing, how far, what you took yourself to be before, is undergoing
a change.

Observe and compare the change in your attitude to life before and
after you met the Satguru - what you consider yourself to be before
and what you consider yourself to be now. See what feelings evoked
Pleasure in the mind before and what feelings do so now. See what
attributes we give to our life, that is, what form and meaning we now
give it. Acquisition and dispossession take place involuntarily
according as what form and quality your consciousness takes shape of.

Our mind, intelligence, Chitta and Ahankar put together go to form our
right which we try to exercise with reference to our form, inner
consciousness and the place or the destination where, we aim to go. By
focusing your inner gaze directly on your conceived outward form and
inner cognition, you realize the Self at first hand and the conviction
of such realisation is called the steadfast Self-Realization".



Nisargadatta Maharaj

Osho: "Amore e libertà" - Recensione



".....l'Amore deve essere appreso è la più grande arte che esista.............
...l'Amore è molto più difficile: è danzare con qualcun'altro. E' necessario l'altro per conoscere cosa sia la danza. Adattarsi a qualcuno è una grande arte; creare un'armonia tra due persone...due persone significano due mondi diversi. Quando due mondi si avvicinano è naturale che si scontrino, è difficile creare armonia. L'amore è armonia. E la felicità, l'armonia e il benessere fioriscono solo dall'amore. Imparate ad amare. Non abbiate fretta per il matrimonio, imparate prima ad amare, diventate grandi amanti................
...il romanticismo va bene se sei un poeta, e i poeti, si sa, non sono buoni amanti né buoni mariti. Difatti la maggior parte dei poeti sono scapoli....
...l'Amore non è una passione. L'Amore non è una emozione. L'amore è una comprensione profonda del fatto che in qualche modo l'altro ti completa. Qualcuno ti rende un cerchio perfetto; la presenza dell'altro rinforza la tua presenza. L'amore dà la libertà di essere se stessi, non è possessività............
...molte angosce, molte ansie, riuscirai ad attraversarle tutte, e il tuo amore continuerà a fiorire sempre di più, perché tutte quelle situazioni saranno delle sfide. Superandole il tuo Amore si rafforzerà sempre di più.............
...si dovrebbe far l'amore solo quando ci si sente immensamente belli, felici, celebrativi. Si dovrebbe danzare prima di fare l'Amore, si dovrebbe cantare e pregare ......
...........L'Amore non è un bisogno ma un traboccare...
L'amore è un lusso. E' abbondanza. Significa possedere così tanta vita che non sai più cosa farne, quindi la condividi.
Significa avere nel cuore infinite melodie da cantare; che qualcuno ascolti o no è irrilevante. Anche se nessuno ascolta, devi comunque cantare, devi danzare la tua danza. .............
........... Qualunque cosa distrugga la libertà non è amore. Deve trattarsi di altro, perché amore e libertà vanno a braccetto, sono due ali dello stesso gabbiano................
Ogni volta che vedi il tuo amore in conflitto con la tua libertà, significa che stai facendo qualcos'altro in nome dell'amore. "
Osho

"Liberi dalla civiltà" di Enrico Manicardi - Recensione



Sto leggendo il libro di Enrico Manicardi "Liberi dalla civiltà" e debbo ammettere che più vado avanti nella lettura e più mi sta creando dei problemi. Manicardi è un anarchico e perciò uno che va agli estremi ma dice delle cose che mi hanno fatto pensare molto e che mi hanno creato dei problemi a causa della mia età perché vorrei avere molto tempo davanti a me per poter elaborare questi messaggi, per mettere in pratica quelli ai quali credo e poter poi passare i messaggi a chi li vuole recepire. Data la dimensione dl libro, sono 530 pagine che trattano i tanti aspetti dell'evoluzione dell'umanità fino alla vita attuale,  ho deciso di limitarmi a"buttare li" solo delle frasi, che ho prelevato, sulle quali  credo potrete riflettere.
UN PO DI STORIA SULL'UMANITA'
La famiglia umana si sarebbe differenziata dalle scimmie antropomorfe circa 7 milioni di anni fa, 3 milioni di anni dopo avrebbe assunto la stazione eretta e circa 1,5 milioni di anni or sono sarebbe entrata nel cosiddetto Paleolitico acquisendo tutte le abilità  e capacità ( anche mentali ed intellettuali) di cui dispone l'individuo moderno.
La civiltà, invece, comunemente si ritiene coincidere con l'introduzione dell'agricoltura (inizio del Neolitico), quindi è datata soltanto 10 mila anni.
Dieci mila anni fa la popolazione mondiale era di 4 milioni e con l'introduzione dell'agricoltura  7 mila anni dopo (nel 1000 a.c.) sono diventati 50 milioni.
Quel che contava non era più essere ma possedere.
I peggiori killer dell'umanità nella nostra storia recente (vaiolo, influenza, tubercolosi, malaria, peste, morbillo e colera) sono 7 malattie evolutesi a partire da infezioni degli animali e furono trasmesse alle popolazioni umane dai branchi di quadrupedi domestici.


RIFLESSIONI
Le soluzioni ai nostri problemi non sono mai nelle dogmatiche prescrizioni di qualcun altro ma sono dentro di noi.....con questo mio libro cerco di incrinare le false verità sulle quali è fondato il mondo civile.
Ognuno di noi è preso per il collo da questo universo generalizzanto e spesso fà quello che può e non quello che vuole......dobbiamo avere la presa di coscienza di quello che siamo e di quello che potremmo essere.
Nel mondo civilizzato regna la tristezza e il malumore. Ogni 12 mesi, 2 milioni di adolescenti statunitensi tentano il suicidio.

LA DONNA
Con il patriarcato le religioni si imposero e cosi anche le disciminazioni sessuali. Considerata oramai come un "elemento" di secondo piano, la donna venne relegata al ruolo di essere infimo e abietto.
Per Pitagora" C'è un principio buono che ha creato l'ordine, la luce e l'uomo, e un principio cattivo che ha creato il caos, le tenebre e la donna.
Per Aristotale la donna " la femmina è femmina in virtù di una certa  assenza di qualità".
I dottori della santa romana chiesa, cattolica e apostolica, fecero  a gara per esprimere tutto il loro disprezzo verso l'altro sesso.
San Tommaso riteneva che la donna fosse "un uomo mancato, un essere occasionale.

Nell'ecclesiaste: un uomo che ti vuole male è meglio di una donna che ti vuole bene.

Una preghiera quotidiana degli ebrei ortodossi recita ancora oggi: "Ti ringrazio signore di non avermi fatto nascere donna.

Schopenhauer disse: quando le leggi accordarono alle donne gli stessi diritti che agli uomini avrebbero dovuto munirle anche di una intelligenza maschile.
La donna ha imparato a vedersi come l'uomo la vede, la pensa e la rappresenta.
Nell'universo delle pari opportunità la donna , per essere accettata deve imparare ad essere come un uomo perché c'è un progetto di maschilizzazione.    

I piedi bendati delle cinesi le impedivano quasi di camminare, le unghie verniciate delle dive di Hollywood le toglievano l'uso delle mani, i tacchi alti , i busti, le crinoline erano destinate più che per accentuare la grazia del corpo femminile, ad aumentarne l'impotenza.

Il trucco e i gioielli sono anche questi strumenti di questa pietrificazione del corpo e del viso. Ella si dipinge la bocca e le guance per ottenere l'immobile solidità di una maschera e così rende omaggio alla sua assegnata condizione di preda ( è noto al riguardo che il rossetto enfatizza fino al caricaturale, la condizione di eccitamento sessuale della femmina le cui labbra tendono appunto ad arrossarsi nell'imminenza dell'orgasmo)
Elimina quelle pelurie del corpo che le ricordano il maschio e la sua origine animale.

Roberto Anastagi

Zodiaco Cinese - Indicazioni generali a cura del veggente Hòu




Il calendario cinese considera 13 lune nuove in un anno, il capodanno
combacia con l’ultimo giorno che precede la successiva  lunazione.
L’origine del calendario lunare cinese si fa risalire al 2637 a.C.
quando l’imperatore Huang Ti iniziò il computo del tempo. Si dice che
all’epoca egli avesse sessantun anni, il fatto lascia sospettare che
tale sistema fosse già  in uso  da un periodo molto antecedente….
Infatti il ciclo dei 12 archetipi  rapportati ai 5 elementi  richiede
un periodo di 60 anni per compiere un giro completo, ciò significa che
al 60° compleanno si ripropongono condizioni del tutto simili a quelle
presenti al momento di nascita. Una curiosità: in Cina ed in Giappone
le persone  che compiono 60 anni vestono di rosso, come simbolo di
rinascita.

La collana archetipale del sistema cinese è rappresentata da dodici
animali, significativi della psiche universale. Si narra, ma è una
leggenda, che questi animali si presentassero in sequenza al Buddha
morente  ed in riconoscimento del loro omaggio il Risvegliato dedicò
ad ognuno, in alternanza Yang e Yin,  un anno del ciclo, in una
spirale evolutiva continua ed infinita. La serie inizia con il Topo,
la capacità di sopravvivenza e di acquisizione; il  Bufalo, la stabile
quadratezza organizzativa; la Tigre, il senso di vivere per un ideale,
la Lepre, amore per la bellezza e l’armonia; il Drago, raggiungimento
sempre in vista; il Serpente, assorbimento ed anche attaccamento; il
Cavallo, vasta libertà espressiva; la Capra, calda sensibilità
emotiva; la Scimmia, abilità sperimentativa e speculativa; il Gallo,
accuratezza nel particolare; il Cane, riflessione e protezione; il
Maiale, vitalità e spontaneità comportamentale.

Per tutti   si raccomanda il detto di Chuang Tzu: …il grasso da sé
frigge sul fuoco, la cannella è tagliata perché commestibile,
l’albero della vernice viene inciso perché utile. Tutti riconoscono
l’utilità dell’utile ma chi riconosce l’utilità dell’inutile?

I 5 elementi cinesi, posti in circolo autogenerante, sono: la Terra,
che rappresenta la devozione, il Metallo che significa giustizia,
l’Acqua vale per  modestia e saggezza, il Legno simboleggia l’etica e
l’empatia, il Fuoco la lucidità dell’immagine, i costumi. Questi “ 5
stati di mutamento” si irradiano nelle forme, in varie sfumature
espressive, sino a colorare l’intera  gamma vitale  delle “10.000
creature” nate dall’incontro  fra Cielo e Terra (Yang ed Yin).


Veggente Hòu  (alias Paolo D'Arpini)
http://www.circolovegetarianocalcata.it/veggente-hou/

Semantica e significato del bioregionalismo e dell'ecologia profonda


Cercando di dare una spiegazione consona dei concetti relativi ai neologismi -quali: bioregionalismo, ecologia profonda, spiritualità laica- dobbiamo ricorrere alla semantica ed alla glottologia, poiché non esiste neologismo che non trovi origine in altre parole simili. Forse non sarebbe nemmeno necessario trovare nuovi termini se la parola originaria, eventualmente abbinata ad un aggettivo, può dare il senso di quanto si vuole descrivere.

Ad esempio usando il neologismo "bioregionalismo" si evoca un'immagine persino più riduttiva del reale significato che viene sottinteso con questa parola. Poichè nell'individuazione di un ambito "bioregionale" non si tiene conto esclusivamente del vivente bensì dell'insieme inorganico, morfologico, geografico, geologico del territorio prescelto, ivi compresi -ovviamente- gli elementi botanici e zoologici che vi prosperano. Insomma si esamina l'omogeneità dell'area esaminata e definita "bioregione" e lì si traccia una leggera linea di demarcazione (non divisione) per individuarne i "confini". Va da sè che questi confini sono semplicemente teorici, poichè l'organismo bioregionale della Terra è in verità un tutt'uno indivisibile. Potremmo per analogia definire le bioregioni gli organi dell'organismo Terra.

Andando avanti. Nel significato originale della parola "ecologia", rispetto alla sua consimile "ambientalismo" è già delineata una differenza d'intedimento, pur che l'esatta traduzione di "ecologia" è "studio dell'ambiente". Mentre in "ambientalismo" si presume il criterio della semplice conservazione. Allorché si aggiunge al termine "ecologia" l'aggettivo "profonda" ecco che si tende ad ampliarne il significato originario integrandovi il concetto di ulteriore ricerca all'interno della struttura ambientale. Insomma si va a scoprire il substrato e non si osserva solo la superficie, la pelle dell'ambiente.

Lo stesso dicasi per la parola spiritualità e la sua qualificazione "laica". In questo caso si cerca di dare una connotazione "libera" alla spiritualità comunemente intesa come espressione della religione. La spiritualità è l'intelligenza coscienza che pervade la vita, è il suo profumo, e non è assolutamente un risultato della religione, anzi spesso la religione tende a tarpare ed a nascondere questa "naturale" spiritualità presente in tutte le cose.

Trovo questo discorso sul valore del linguaggio e del riconoscimento e legittimazione del suo percorso nella storia, estremamente cogente ed utile alla causa ecologista -ribadisco “ecologista” poiché non mi sembra un termine diminutivo a meno che non vogliamo fare delle parole un termine di paragone per le nostre idee personali- la glottologia, e soprattutto la capacità di evocare concetti attraverso le parole e di chiarirne il significato, non ha nulla a che vedere -secondo me- con le discussioni sul filo di lana caprina, se tali temi entrano o meno nel filone ecologico "del profondo". Infatti non si può risalire ad un "fondatore" (inteso come inventore del neologismo utilizzato) della pratica bioregionale, dell'ecologia profonda o della spiritualità laica. In quanto detti termini descrivono qualcosa che è sempre esistito.

La glottologia e la semantica hanno ben diritto di entrare nel discorso ecologista, soprattutto per chiarire le azioni connesse all’ecologia, ecologia profonda, e dir si voglia.. Pur tuttavia questi concetti evocati non sono nuovi all’uomo… ed i neologismi spesso vengono usati, per fare un favore alla politica del copy right, ed è solo una concessione alla “politica”, appunto…

Ma l'Ecologia profonda è un fatto, una realtà, e non può essere descritta in termini filosofici se non astraendoci dal contesto dell’ecologia stessa. Vivendo nei fatti e non amando le diatribe dialettiche ma amando dire “pane al pane e vino al vino” debbo confermarvi che l’ecologia profonda è la pratica sincera ed onesta del vivere in sinergia con tutti i  viventi e con l'ambiente naturale.  

In questa dimensione "naturale"  non  c'è spazio per le ideologie precostituite e quindi preciso per l’ennesima volta che: la Rete Bioregionale Italiana è per il vivere armonico, amorevole gentile e solidale sulla Terra, e non semplicemente un "etichetta". 


Paolo D'Arpini

Spiritualità, arte e natura



Spesso quel che è rappresentato nella natura trova anche una sua corrispondenza nella coscienza dell’uomo, infatti l’atto creativo, sia esso ascritto a un  Dio od a Madre Natura, è stato spesso paragonato a quello di un artista che produce la sua opera.

Ciò avviene poiché nel Logos del mondo manifesto si riconosce un disegno od uno scopo ed è esattamente quel che avviene con la produzione artistica. Ma potrebbe essere notata una differenza essenziale, infatti nel caso del lavoro artistico, come ad esempio la pittura, vi sono molte cause distinte. La materiale: le tele, il colore, etc.  La formale: la configurazione, etc. L’efficiente: l’artista, il pennello, etc. E la finale: l’onorare qualcuno, guadagnarsi da vivere, etc. Ma nel caso della manifestazione del mondo non vi sono cause distinte, essendo l’originale una sola, sia essa definita Energia naturale o Dio.

“Egli dipinse il quadro dell’esistente in se stesso  e su se stesso, con il pennello della sua volontà, e fu subito lieto” Afferma una antica scrittura indiana riferendosi al Creatore. Ma anche in altri testi filosofici e scientifici spesso la pittura è usata come esempio per significare la progressiva capacità realizzatrice della vita.


Seguendo il concetto dei tre stadi successivi della manifestazione cosmica, osserviamo che all’inizio vi è la “latenza” o “energia causale” poi subentra il “sottile” o “forma pensiero” ed infine il “grossolano” o “materia”. Questi stadi vengono comparati con 1) lo schiarimento delle tele ed il rafforzarle con l’amido; 2) lo schizzo dei contorni delle figure sulla tela; 3) riempitura delle immagini con il colore.

La “coscienza” o volontà creatrice è la causa coefficiente dell’opera, che è come la tela sbiancata;  la “capacità” operativa è la causa sottile, rappresentata dalle sembianze appena  schizzate ma presenti nella fantasia dell’autore, come è presente il feto nell’utero materno; ed infine la forma finale che è come la nascita o apparizione manifesta e si può paragonare alla pittura finita.

Dobbiamo però ricordare che queste funzioni creatrici, nel caso della “creazione dell’universo” appartengono tutte alla medesima Forza o capacità espressiva. L’artista, il materiale, l’opera, il  critico, il cliente.. etc. sono originati tutti dalla stessa Energia primordiale  (o Dio).

“L’immagine di nome e forma, l’osservatore, lo schermo sul quale egli vede, e la luce per la quale egli vede… tutti questi sono Egli stesso” Affermava Ramana Maharshi.


Paolo D'Arpini

IL DESTINO COME SCELTA di Thorwald Dethlefsen - Recensione


Nel campo della psicologia transpersonale Dethlefsen occupa una nicchia di prim’ordine, ed è facile capire perché  sfogliando questo suo agilissimo testo, una piccola summa theologica, saremmo tentati a dire, quasi un manualetto da “giovani marmotte” nella sua essenzialità; aspetto che peraltro non va a discapito della completezza e della profondità della trattazione. 
     Evitando le astrusità e le tortuosità verbali e cerebrali di molti autori del settore, Dethlefsen ci guida con grande semplicità e con cristallina trasparenza attraverso temi di grande risonanza per la vita interiore. La lettura è pastosa e cordiale, poichè il tono discorsivo, fluido e sempre abbordabile  facilita un’assimilazione immediata e diretta di argomenti di vasta portata.
     Ma il più grande pregio dello psicologo tedesco riteniamo sia l’abilità nello smascherare e smontare le gabbie concettuali e i pregiudizi che generalmente si formano attorno a nozioni di non comune accettazione: il suo rendere limpida, lineare e “di tutti i giorni” la comprensione e la familiarizzazione con concetti quali per esempio l’esoterismo, indicante un settore generalmente ghettizzato nella terra di nessuno popolata da idee deformanti e spropositate dietro cui l’immaginario collettivo si rifugia come baluardo atto ad arginare tutto ciò che esula dalla razionalità. Il volo radente delle sue spiegazioni, ben guidato da una torre di controllo saldamente al comando della situazione in virtù di istruzioni di disarmante chiarezza, fornisce le nozioni da lui illustrate di carrelli d’atterraggio più che adeguati a prendere contatto con i terreni  a volte accidentati della mente.
     Illuminante in particolare il capitolo dedicato all’astrologia, che riconduce al suo vero senso la scienza delle stelle, un senso che in verità sfugge ai più: la responsabilità degli eventi si sposta dai pianeti, semplici vettori energetici, alle entità, o meglio ai principi primi preposti alla trasmissione degli impulsi archetipi che caratterizzano la nostra dimensione terrena; ma soprattutto alla loro interazione con l’individuo, che riacquista padronanza del suo destino nell’ambito di una progettualità assai più vasta, tramite l’alleanza con i principi che da sempre reggono le fila del gioco ma che sanno anche  piegarsi graziosamente al volere dell’individualità.
     Reincarnazione, numerologia, malattia, ritualità…tutti questi argomenti acquistano una loro affettuosa quotidianità, una volta conclusasi l’operazione di questo meccanico della psiche che li sdogana dal loro alone un po’ inquietante, e dopo averli ripuliti della loro intimidatoria connotazione ce li restituisce già pronti per essere digeriti. E utilizzati.
     “La malattia del nostro tempo è la mancanza di significato nella vita, e questa mancanza di significato ha sradicato l’uomo dal cosmo….solo quando l’uomo è pronto ad assumersi tutta la responsabilità di quel che vive e che gli accade scopre la significatività del destino: chi è disponibile ad assumersi la responsabilità del proprio destino si ritrova inserito nelle leggi di questo universo e perde le sue paure, in quanto ha ritrovato il rapporto con la sua origine prima” 
Simone Sutra