"I racconti del lungo silenzio" di Ferdinando Renzetti


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H2om (accadueom)
ho incontrato nell antica citta di othia oro della rena e blu dal mare
le’n ticchie
lu sciarabba birrozza va a’ zapp’ alla giornata ri-fatti non parole
le indie di quaggiù magico connubio
apulia mundi sentiero dell anima
un isola bagnata da una piena luce meridiana. nell isola tutto e’ illusione:
signore dell isola e’ un mago. uomo di assoluta profonda solitudine. deserto.
come l isola su cui regna. l isola e’ ricca di voci, suoni brezze leggere che
danno gioia e rilassano i sensi. il cerchio sembra chiudersi e non svela
interamente la natura del suo mistero. vi mostrerò tutto, vi prego
avvicinatevi! l invito e’ rivolto ai personaggi dissoltisi ormai nell aria
sottile, essere fantastico attaccato al cielo con un lungo filo d argento,
spinto dall aria. isola stessa simbolo del mondo, immagine dell inesplorato e
margine di incertezza aspra roccia sabbia montagna alberi vegetazione, deserto
e al tempo stesso ricca di acque di animali di suoni. un isola disabitata
abitata sorta di mondo nuovo dove non ci sono strutture sociali. solo il
firmamento della natura e delle cose, e’ il mondo nuovo sognato un paradiso
terrestre dove l’uomo può
tentare se abbastanza saggio di creare una nuova civiltà diversa lontana dalla
storia.
l isola risuona di polvere antica, filo di sabbia mucchi di ceppi incrostati di
conchiglie e alghe portati dal mare e seccati al sole
scroscio eco di fondo essere delle tenebre
nero del nero, nero o blu, nero blu nero rosso, rosso cupo, nudo lucido opaco
incrostato di antico fango madido di sudore e pur essere umano
quanto? uno tre mille anni? solo la verita contiene abbastanza fantasia
otium: tempo libero utilmente impiegato in studio giardinaggio passeggiate. e’
la più sublime delle arti umane. se così non fosse il lavoro quotidiano non si
chiamerebbe negotium degradazione dell ozio.
ogni tanto isola di luce
come un sogno segno zodiacale uno scorpione un granchio
cielo terra o mare
costellazione arcipelago montagna antico alfabeto ingigantito
lineare b per tavolette d argilla proiettato su dimensione stellare
l ombra chiarisce tutto
testa di drago color rosa cenere nella prima luce dell alba
a sud bianco ad ovest il giallo della polvere aromatico dolce amaro sa di
violetta e ciliegia e svela l anima
della terra da cui proviene oro rosso arancio albicocca mentre scende l ora dei
grilli
H2Om
accadueom l arca-balena di ferdinando
spesso il cielo e’ vicino e la terra e’ lontana,
mi lascio trasportare. pizza e birra
la memoria dell acqua attraverso l om
H2om
una sfera perfetta
sono sul treno un mezzo che appartiene alla nostra vita, viaggiare sul treno da
un senso di vertigine, ha qualcosa di unico. e’ allo stesso tempo la casa e il
viaggio, ci allontana e ci avvicina. il treno e’ allo stesso tempo passato
presente e futuro, un po come noi che nello stesso istante siamo quello che
siamo stati, quello che siamo e quello che sognamo di essere o quello che
saremo, così il treno e’ quel che e’ stato, quello che e’ oggi e anche quello
che sarà. il treno non e solo un mezzo di trasporto e’ un idea di società
aperta connessa e capace di comprendere l altro
intanto l arca la costruisco voglio un tuffo
dove l acqua e’ più blu
presto attenzione ad ogni istante
con la capacita di stare interamente nel presente e non lascio che le cose della
vita mi sfuggono caffe’
il cosmopolitano scalzo nell impossibile labirinto connesso globalmente
disconnesso localmente
in una sfera che ha il centro dappertutto
e la circonferenza da nessuna parte
sostiene la necessita di pensare danzando in modo da non separare l uno dall
altro
il tempo e lo spazio. remix
coreuticomania e logoalgia peptica di fine agosto. un paio di supposte di
buscopan e dovrebbe passare
son io, viaggio, panini alla ricotta e pomodoro cipolla rossa, un tramonto e poi
basilico, tanto basilico. dentro rugge
il peperoncino verde. atroce pietanza,
grazie alla vita, siempre.
balene ai bordi sono quelle delle antiche cartografie, poste sul limite remoto
del mondo conosciuto al confine tra il rappresentato e l inimmaginato, soglia
di carta sul quale ridisegnare il mondo che si percepisce e costruire nuovi
collegamenti. una mappa che mira a
costruire un metodo di esplorazione profonda dell esistente
sulla costa la citta di cozzia si affaccia sul mar delle cozze 12 chilometri di
cemento nato in attesa dell avvento il non finito cozziano, solitudini che si
guardano a distanza, le strade non uniscono, separano perché portano lontano le
persone, come vivere in un tempo che sta fuori dal tempo l oggi e’ già un po
domani. con richiami alla dimensione altra, magica, come un alone che sta
attorno alle cose, il passato vive nel presente si mescola e non si lascia
accantonare come non finire il mio discorso
uomo anima corpo infinito centro
le stelle sono ovunque, sembrano in disordine, forse per noi ma non per tutti!
tu vedi il disordine nel cielo stellato mentre per un astronomo e’ tutto molto
chiaro. chi conosce le regole o i principi trova ordine chi non le conosce
trova disordine. il nostro tappeto volante sul quale decolliamo alla conquista
di mondi fantastici, vertigini matematiche nuovi ordini possibili in cui
sistemare la realtà nuove prospettive e inaspettate profondita
viaggio estremo negli spazi infiniti della mente un continuo gioco con
il cervello: un chilo di sale e un chilo di leguo, li metto insieme e sono
tutti e due un chilo. una sigaretta e una matita insieme perché sono cilindri,
due pezzi di carta e quaranta fiammiferi insieme perché sono più di uno:
classificazione fantasiosa
i neuroni magici: ci vuole occhio per cogliere l attimo fuggente di una stella e
il mattino dopo mi passo davanti l attimo fuggente, era
il momento in cui ci si rende conto che niente sarebbe stato più come prima
anche malinconia per la fatica precedente, gli sforzi non riconosciuti e
l insensatezza di essere sempre la stessa persona.
un cavatappi un vaso una poltrona sembrano avvolti da quel aura indefinita che
qualcuno chiama anima e altri più prosaicamente valore aggiunto. persino un
pennello, in ogni pennellata, ha la sua forza individuale e l immagine si
frantuma si spezza
e si scompone in un caleidoscopio di colori e forme
la mistica e’ la condizione del tempo radiale
uomo anima corpo infinito centro
mare anima fievolmente offuscata
da granelli di sabbia che la luce illumina
dove il simbolo e’ il sale euforia piazza della poesia
e cio che si porta lungo la via
spiagge come discariche, plastica tappi di bottiglia cicche di sigarette in
acqua e nella sabbia; questo lo scenario sulle spiagge che sembrano veramente
discariche, la causa l inciviltà delle persone e l inefficienza degli impianti
di degradazione. per 100 metri di sabbia 714 rifiuti: 3 su 4 sono di plastica.
la plastica non ha sapore!
a circa 50 km da foggiopoli all estremo lembo nord occidentale del garganistan
sorge l antica fitta solare di OTHIA incontro di culture, via per l oriente e
sentiero di pellegrinaggio per i numerosi luoghi di culto. nelle vicinanza il
golfo uriano sulle cui coste
sorgeva l antica citta di URIA fondata dai dauni alla fine del VIII sec a. c.
probabilmente molto più antica e per la sua posizione favorevole ai commerci
marittimi divenne presto una delle più floride colonie greche d occidente. le
sue mura fortificate non hanno impedito numerosi saccheggi nel corso della
storia in particolare la flotta saracena di dragut primo e distrutta
definitivamente da un maremoto nel 1627. alla fine del 700 l area e’ stata
acquisita dai principi di gregorio che hanno promosso scavi archeologici
riportando alla luce l antico splendore della citta. discorso diverso per l
antica capitale othia fondata dai lemuriani e poi rioccupata dagli atantidei
che l hanno trasformata in citta solare divisa in sette cerchi concentrici che
rispettano i colori i chakra i pianeti i metalli i giorni della settimana, con
al centro il sole. citta celeste con centro dappertutto e circonferenza da
nessuna parte, spazio metafisico con rimandi alla dimensione spirituale
esoterica. il governo della citta si basa sui principi della sociophoria
efficienza assenso empirismo miglioramento equivalenza trasparenza
responsabilta. i suoi abitanti vivono in pace seguendo una dieta vegana
rispettano l ambiente in cui vivono e che li ospita e fanno spesso docce d
amore. adottano il sistema dell open space form nei loro incontri giocano come
bombi farfalle api cicale grilli ragni. il re U-Gar-Gan e la regina U-e-Gan
governano questo paese che confina a est con il murgistan a sud con la lukanja
e la daunja a ovest con il molisja e si affaccia sul mar delle cozze.
citta orizzontale centro dappertutto circonferenza in nessun luogo. citta
celeste spazio metafisico
magico connubio le indie di quaggiù Apulia Mundi sentiero dell anima
ho incontrato nell antica citta di othia oro della rena e blu dal mare
Qui tra BAGDADA Eusogna e Itaka stiamo accogliendo con questo giorno sacro il
passaggio complesso...alla scoperta del pluriverso..si semi in aria con
Raccolti di sogni e grappoli di baci in versi affini al Divenire linfa pianta
fiore e frutto della ManiFestazione sentisenso dello Spirito Riaprire
Itaka...navigare a Terramo...
il garganistan confina con il murgistan la lucana la daunja la molisja
e il mar di cozzzia, nella capitale l antica citta di othia vivono in pace
il re u-gar-gan e la regina u-e-gan.
scie chimiche ieri, oggi forti temporali H2om
Hoom spighe di grano vite e gravita celeste le gambe istruiscono le teste...
HOme
difatti micorize di empatia solcano i cieli reticolando corinzie scie chimiche
campate di semi sbucciati dal sole e da mani amorose. vi amo!
haiku: frazione celeste gocce di diamante
allineamento divino
H2om
stiamo accogliendo con questo giorno sacro il passaggio complesso...alla
scoperta del pluriverso...si semi in aria con raccolta di sogni e grappoli di
versi affini al divenire linfa pianta fiore frutto
susanna di colonia 1330 circa
da dove vieni? l immagine apparsa a susanna rispose. non vengo da nessun luogo!
dimmi che cosa sei? io non sono! che cosa vuoi? non voglio niente! questo e’ un
miracolo! dimmi qual e’ il tuo nome? mi chiamo selvatichezza senza nome! a cosa
porta il tuo sguardo? alla libertà senza limiti! dimmi che cos e’ questo un
uomo vive secondo i suoi capricci senza distinguere tra dio e se stesso e senza
guardare avanti e dietro
1 2 3 ciuff...liberi tutti. oggi fuori dal tempo! una farfalla secca tra le
pagine
emoddosti?
othia antica citta capitale del garganistan foggia?
tra murgistan lucanja e daunja golfo di lemuria google non riporta!
a proposito di don chisciotte a le paduli, dopo lo scontro con le ranocchie di
munchausen e’ partito da otranto per battaglia di lepanto. la nave ha fatto
naufragio , approdato su isola deserta e incontrato prospero psicomago artista
calibano ariele e migranti siriani e africani
...e mangiato fungo bianconiglio poco prima dell assedio di topolinia
ora sta costruendo arcabalena per riportare tutti a casa
accadueom
quanto? uno, due, tre, mille anni?
solo la verita contiene abbastanza fantasia!
stanco dell infinitamente grande e dell infinitamente piccolo lo scienziato si
dedica all infinitamente medio e ha una tale sfiducia nel futuro che fa i suoi
progetti per il passato.
ho incontrato nell antica citta di othia oro della rena e blu dal mare
traccia analogica
memoria dell infinito istante mare sabbia e luce
uomo anima corpo
infinito centro mare del gargano mareanima fievolmente offuscata da granelli di
sabbia
che la luce illumina
noi abbiamo il tempo voi avete gli orologi fai quel che puoi
con quel che trovi
dune: dune di sabbia fine e soffice macchie di arbusti dai profumi inebrianti la
spiaggia e il mare guidano lo sguardo il vento linea di confine
nuova energia
lentus profundius suavis
più lento più profondo più dolce lentezza solitudine silenzio
per scoprire il bello camminiamo lentamente, soffermiamoci ad ascoltare e ad
ammirare
a volte la bellezza si cela nel non fare
la chiave e’ nella tromba d oro l umanità il mio giardino espansione nell
universo
la danza dell anima
luogo rotondo sole architetto isola di luce
il salento tessuto come una antica coperta o un assolato quadro del 700 di sole
di visioni di suoni di danze. regna un silenzio che passa tra le cose come quel
tempo che muto e rumoroso ha lasciato le rughe sul volto della tabacchina che
racconta di ragazzi a meta degli anni 30 e di rivolte andate in fumo, resta la
forza di una donna la tabacchina che lavorava le foglie di tabacco capace di
smontare sotto un sole che sembra voglia incenerire tutto e tutti, il disagio
di una donna che tutto sa purificare.
agli inizi del secolo scorso un appassionato di esoterismo intraprende un
viaggio nel sud italia a studiare le origini di alcuni riti magici. dopo molto
peregrinare viene indirizzato da una vecchia fattucchiera in puglia. qui non
trova esattamente quello che stava cercando ma incontra la pizzicata una donna
morsicata dalla taranta che cambierà per sempre la sua vita. racconto tra miti
e leggende o gli studi legati al fenomeno del tarantismo nel quale
la tradizione si fonde con la storia, sospesa tra realtà e magia.
a sud - il racconto del lungo silenzio rappresentazione dolente e stralunata di
un meridione eternamente uguale a se stesso.
paesaggi stralunati per contrade e paesi come voci di un mercato virtuale.
immagini archetipe dell emotività antiche litanie di un tempo dove passato e
futuro coincidono effimeri confini di spazio e tempo.
lavoriamo sul presente collegandolo al passato dialoghiamo con quello che ce’ e
anche con quello che non ce’
il racconto del lungo silenzio fino al mio respiro come
una bolla di sapone
ce’ una grande festa in riva al mare puglia solo tu mi fai impazzire
un tuffo nel luogo comune
ti amo per davvero
la mistica e’ la condizione del tempo radiale guardando un se fuori dal se
terzo paradiso luogo dell assoluto
mareanima fievolmente offuscata da granelli di sabbia che la luce
illumina
beati voi che avete voi che avete voglia di essere beati voi
uomo anima corpo infinito centro
lucetempospaziomaterialuogo
bianche nuvole trasportate dal vento volate via come essenza d infinito
il cemento ha avuto la meglio!
sto attraversando apulia mundi
il sentiero dell anima garganistan direzione sud. ogni anno la stessa storia mi
divertirò a rendere la stessa storia sempre diversa
il treno un mezzo che
appartiene alla nostra vita. il treno e’ allo stesso tempo presente passato
futuro un po come noi che nello stesso istante siamo quello che siamo stati,
quello che siamo e quello che sognano di essere o quello che saremo cosi
il treno e’ quel che e’ stato quel che e’ oggi
e anche quello che sarà
piove!
traccia analogica memoria
dell infinito istante
l arte pervade lo spazio, linfa vitale che scorre,
lo spirito si espande,
gli occhi vedono l invisibile
come senza la vita io posso stare bella la fija de lu marinare
che vo fa che vo fa che vo fa leva da qua e metti di la
la sfera perfetta
tutta robba inutile, bolle di sapone per tutti qua si campa d aria
u’ pani e’ luntanu
a sud
il racconto del lungo silenzio
accadue om l arca balena di ferdinando sfera toroidale
i libri che avevo non potevano darmi nulla non vi si slegava cil che la musica
realmente era ne come si fossero costituite le sue leggi: si diceva che da noi
l ottava comprende sette note presso gli antichi cinesi ne contava solo cinque
che nel IX sec aveva fatto la sua comparsa la polifonia e aveva avuto effetti
catastrofici traumatizzanti. che nel XI sec un certo uomo guido d arezzo aveva
inventato il solfeggio, quanto all essenza stessa della musica e all influenza
che essa arreca sullo psichico degli uomini niente. un giorno spinto dalla noia
presi dalla biblioteca il mondo delle vibrazioni di un ingegnere e matematico
alludeva alla musica ma semplicemente per spiegare le vibrazioni che i suoni
musicali portano con se, alcune vibrazioni che nell uomo agiscono neuronalmente
su alcune vibrazioni corrispondenti e questo e’ il motivo per cui l uomo ama
questa e quella musica. come consigliavano i frati determina il la assoluto
conformemente alla pressione atmosferica misurata sul luogo degli esperimenti e
accordai il mio pianoforte prendendo conto delle dimensioni della stanza infine
presi in considerazione il carattere del luogo e la specie a cui appartenevano
gli astanti. queste danze adempivano a una funzione analoga a quella dei nostri
libri come noi oggi facciamo sulla carta così una volta certe informazioni
relative ad avvenimenti trascorsi da molto tempo furono riportate in queste
danze e tramandate di secolo in secolo agli uomini delle generazioni future.
queste danze furono chiamate danze sacre (gurdijev)
il laboratorio ambulante universale di passaggio qui, si fermerà per pochissimo
tempo
conciliare l utile per gli altri e il gradevole per se stessi mullah nassr eddin
ma chi e’ quel uomo padrone del suo tempo? già metrica significa anche essere
padroni del tempo aderire perfettamente al qui ed ora, primato assoluto del
ritmo sulla distanza. non sono i km ma il ripartire ciclico del piede a fare il
viandante. egli potrebbe esplorare per anni un isola microscopica senza
annoiarsi e scoprendo sempre cose nuove. egli viaggia anche da fermo, anche nel
sonno. dormendo assume la forma di questa o quella costellazione e ruota con l
universo stellato. e’ un cacciatore celeste che cammina anche di notte perché
il ritmo batte con lui come il tic tac di un metronomo e i suoi sogni sono la
prosecuzione del viaggio. resuscitiamo ombre perdute e riempiamo di presagi
perfettamente leggibili al momento del risveglio, ecco perché chi cammina
subisce metamorfosi di cui egli stesso si stupisce. affrontare la verita dei
luoghi pestando la terra col piede libero. dimmi come cammini e ti diro chi sei
veramente.
vista con granello di sabbia
lo chiamano granello di sabbia
ma lui non chiama se stesso ne granello ne sabbia. fa a meno di un nome
generale, individuale, permanente temporaneo scorretto o corretto
del nostro sguardo e tocco non gli importa. non si sente guardato ne toccato.
e che sia caduto sul davanzale e’ solo
un avventura nostra, non sua.
per lui e’ come cadere su una cosa qualunque, senza la certezza di esser già
caduto o
di cadere ancora
dalla finestra ce’ una bella vista sul lago.
ma quella vista, lei, non si vede.
senza colore e senza forma, senza voce, senza dolore e’ il suo stare in questo
mondo.
senza fondo e’ lo stare del fondo del lago,
e senza sponde, ne bagnato ne asciutto quello della sua acqua. ne al singolare
ne al plurale quello delle onde, che mormorano sorde
al proprio mormorio intorno a pietre
non piccole, non grandi.
e tutto cil sotto un cielo per natura senza cielo, ove il sole tramonta senza
tramontare affatto
e si nasconde senza nascondersi dietro una nuvola ignara. il vento la scompiglia
senza altri motivi
se non quello di soffiare. amrita
questi erano le mie meditazioni filosofiche mentre procedevo nel mio viaggio,
quando scorsi venire verso di me un uomo rivestito di un armatura con una
terribile picca o lancia, in sella a un destriero. guardai allora col
cannocchiale e scoprii che non poteva essere altri che don chisciotte e mi
ripromisi un gran divertimento da quel incontro. così disse e d un tratto il
buon m venne avanti alla testa di un singolare corteggio di antiche armature
cavalleresche, di vecchi elmi, di una schiera di pennoni di bandiere di
vessilli e di pavesi allegramente variopinti, rossi d oro e di porpora e in
ognuna delle mani brandiva una forma di pan di zucchero, tutta ben indorata. a
una sua parola. 10.000 biscotti di napoli di gallette croccanti di ciambelle
dolci di focacce di cappelli di pan di zenzero si scontrarono a mezzaria in una
esaltazione festosa, proprio come una immensa procella di pietre da mulino o
come quando piove a catinelle da innumerevoli nubi. chi sei tu esclamo dc
dallato del suo potente corsiero. chi sei tu? parla o per l eterna crudeltà del
mio braccio tutto il tuo equipaggio perirà al suono di questa mia tromba! o
tenebroso che tutto rivestito di ferro osi avventurarti sul mio cammino per
fermare il grande muncausen. sappi allora allezzato cavaliere che perirai
allietante sotto i colpi della mia arma possente. sappi che al cospetto di
questo azzurro cielo la buona causa della ferita del valore e della purissima
fede trionferai così detto brandi la spada potente e avrebbe certamente
compiuto prodigi di valore se qualcuno non avesse messo sotto la coda del buon
ronzinante un ramo tutto spinoso di ginestra dopo di che scalciando con tutte
le zampe il corsiero stramazzo a terra dove il cavaliere gemette il credo per
la sua vita. in quello steso momento 10.000 ranocchie balzarono fuori dal casco
di gog e magog e assalirono furiosamente da ogni parte il cavaliere.. invano
egli gemeva invocando la sua gentile dulcinea del torboso perche il selvaggio
gracidio delle rane era più forte più sonoro delle sue invocazioni e così in
quella vergognosa battaglia il cavaliere fu sopraffatto dalle uova delle rane
che brulicavano tutte sul suo elmo scintillante. odiosi miscredenti, si
lamentava il cavaliere, via via solo degli orribili stregoni e ei diavoli
potevano riuscire in una così ardua impresa, sconfiggere il cavaliere della
mancia con una ignobile disfatta con una guerra che non si era vista l eguale.
a quel tocco 10.000 ranocchie cominciarono a gracidare ed ora vengono a quel
cavaliere avvilire, il cavaliere che fu già difensore d illustri vergini da
tutte le dame oltraggiate dei pellegrini canuti. ed ecco di nuovo che il
cavaliere della mancia sale a cavallo e col braccio teso in fuori per
bilanciare l asta si butto a briglia sciolta contro la schiera del campo nemico
da gran tempo muto come fulminato da quello e con un coro di entusiasmo generale
si misero a cantare al
cavaliere che avanzava travolgendo la schiera. allimprovviso dal baule del
cocchio trabocco gran copia di caramello e si sparse irrefrenabile in mezzo
alla folla dei combattenti, come quando la vecchia caterina getta ai polli
pezzettini pane e briciole mentre quelli si ingozzano veloci del cibo offerto
loro con generosa abbondanza e pace fraterna e zitti! essa fa-zitti! zitti!
.lacrime di sirena. sono la materia prima da cui si ricavano gli oggetti di
plastica che tutti noi quotidianamente utilizziamo. piccole e leggere vengono
disperse da venti e correnti che le portano su tutte le spiagge del mondo.
pericolose perché assorbono e rilasciano sostanze inquinanti possono essere
ingerite dalla fauna marina, restano per sempre nell ambiente sulle spiagge tra
la vegetazione sulle dune tra gli altri rifiuti.
oh, anche l anno scorso eri qui! e trovavi modo di venire ogni giorno, in
automobile ci vuole poco! avanti mettiti la giacca e vieni. l automobile
correva per la campagna deserta fra alberi dalla foglie polverose, lui al
volante lei gli sedeva accanto. mi passa il malumore quando sto con te! sono
contento e le prese la faccia tra le mani e si specchio nei suoi occhi,
ridendo. l aiuto ad alzarsi le scrollo la sottana maculata di verde salirono in
automobile ed egli riprese a guidare. abitavano in una casa nuova di un bianco
gesso con un largo cortile rettangolare. sulle scale si vedevano ancora le
macchie di vernice e la segatura asciutta. ceno’ sola: porto’ il tavolo vicino
alla finestra per guardare fuori scambiando cenni d intesa coi ragazzi del
balcone di fronte. lampioncini colorati, mi piacciono tanto, la sera ne abbiamo
appesi alcuni alla finestra due gialli uno rosso e uno azzurro, quello azzurro
si e’ bruciato, purtroppo! ecco prendo le chiavi, mi vesto! ho un vestito
celeste dell anno scorso, non sarà diventato corto? si tasto le chiavi nella
tasca dei pantaloni senza accendere la luce, socchiuse la porta che
dava sul pianerottolo, scivolo’ fuori scese a precipizio le scale, apri il
portone e lo richiuse adagio. sali in automobile e via, prese la corsa verso la
campagna.
terzo paradiso grembo generativo di una nuova umanità nuovo mondo che unisce la
comunità umana passaggio a un nuovo livello di civiltà planetaria, simbolo che
porta ognuno ad assumere una personale responsabilità nella tangente epocale,
riconfigurazione del segno matematico oo formato da una linea che unisce due
volte il disegno, si formano tre cerchi, i due cerchi opposti significano
natura e artificio, quello centrale grembo formativo di una nuova umanità
unendo i primo e il secondo paradiso, naturale e artificiale.
una dozzina di volte ogni secolo mercurio passa davanti al sole, oggi il giorno
del raro evento. il pianeta più piccolo e più vicino alla nostra stella potrà
essere osservato alle 13.12 minuti 18 secondi. minuscolo e nerissimo si muoverà
lento sul disco solare. lun 09 mag
a 15 anni ha scoperto citta maya nello yucatan sulla base di una teoria
incrociando le costellazioni maya e le loro citta i maya veneravano le stelle:
le stelle più brillanti delle loro 22 costellazioni combaciavano
con le più grandi citta maya, battezzata k’àak’ citta del fuoco [k’àak’]
capovolto il motto olimpico citius altius fortius più veloce più in alto più
forte o con maggior forza in lentius profundis suavis, più lentamente più
profondo più dolce. profonda tenerezza serenità altra collaborazione al posto
di competizione dialogo condivisione dolcezza lentezza per avere tempo di
pensare e approfondire,
amare gustare. chi va piano va sano e va lontano. uscite temporali. so che ami
la lentezza la solitudine il silenzio al passo lungo e continuo. azione minima
efficienza massima. per scoprire il bello e’ necessario camminare lentamente
soffermandoci ad ammirare e ascoltare come un giunco che si piega e oscilla al
vento ma non si spezza resistendo grazie alla sua flessibilità. in molti casi
la bellezza si cela nel non fare. cortesia e pazienza. abbiamo su questa terra
a ritmo lento la bellezza assoluta vincendo resistenze che ci tolgono tempo ed
energia. per scoprire il bello camminiamo lentamente soffermandoci ad ascoltare
e ad ammirare, a volte la bellezza si cela nel non fare o almeno nel fare poco.
la nave e’ così antica, così profondamente legata all idea del viaggio che ogni
volta che ci si sale a bordo si spera di provare la stessa emozione dei
navigatori di un tempo quando prendere la nave era un impresa da visionari.
la macchina ci ha promesso la libertà e l indipendenza ma alla fine la libertà
che ci ha offerto si e’ rivelata inquinante deludente e ristretta.
l’aereo e’ un anticipazione del futuro precipitata ai giorni nostri. un mezzo
che l animo dell uomo deve trovare ancora il modo di accettare e interpretare.
l’autobus dal suo canto riesce ad andare dove altri mezzi non sanno andare e
spesso a bordo ci trovi un umanità che pensavi perduta.
per scoprire il bello camminiamo lentamente, soffermiamoci ad ascoltare e ad
ammirare
a volte la bellezza si cela nel non fare
o almeno nel fare il meno possibile
cinquecent so le stell e tu si la cchiu bell
la danza dell anima
in un paese del sud il ritmo si impossessa di te per alleggerire la fatica col
suo morso
nel giardino degli ulivi suoni e poesia dalla terra cala la sera la luna gira il
mondo e voi dormite
...la luna...gira comunque...
...da una visione antropocentrica ad una biocentrica
minuziosi e mirabolanti paesaggi esotici e limacciosi montagne fluttuanti
galeoni volanti
aerei di carta polveri magiche
sirene e coccodrilli
in un atmosfera da circo punk
23 luglio, torre mileto 56 giri attorno al sole: Settecento ventotto lune la
notte dei tamburi.
dal tramonto all alba.
con tippu tappu, waowao, ermete trismenegildo, pupurati band in concert, evening
on the beach
firma qui!
stop al consumo di territorio, fai sentire la tua voce!
sette metri quadrati al secondo, 80 campi di calcio al giorno. in 30 anni
divorati 5 milioni
di ettari di terreno agricolo.
il cemento ha avuto la meglio! rudraksha (abheda)
dialogo immaginario viaggio estivo a più voci:
oro della rena, blu dal mare, rudraska abheda, amrita zobeide
brani tratti da libri giornali quotidiani blog ed ed sms letti
libri: la tempesta di shakespeare, annibale di pietro rumiz, lessico giovanile
di natalia ginzburg, incontri con uomini straordinari di gurdijev, diario
notturno di ennio flaiano, futuro primitivo di john zerzan, il barone di
munchausen, le vie dei canti di bruce chatwin, la cura della natura di gandhi,
geografia di franco farinelli, il piccolo principe, acchiappalagatta di
emmanuela spedalieri, la lentezza di quale vita, un popolo di formiche di
tommaso fiore, la rivoluzione del filo di paglia fukuoka,
articoli: da la repubblica, alighiero boetti, alessandro mendini, pietro rumiz.
dai blog, michelangelo pistoletto, jose arguelles, vandana shiva
dalla gazzetta del mezzoggiorno, federico pace, paolo cossi, filippo arriva
cataloghi depliant locandine incontri feste concerti laboratori
costruzione in canne cocciopesto e terra cruda costruzione stufa pirolitica
capanna sudatoria
sogni lucidi
sagra caciocavallo podolico carpino folk festival spiagge pulite legambiente
seminaria
mandala monaci tibetani om chanting
728 lune
notte verde
art village ashram
torre mileto torre mileto torre mileto torre mileto
carpino carpino
torre mileto cisternino cisternino
cisternino torre mileto cisternino
san severo cisternino
grazie a: mario il poeta, giulietta, francesca renuka, radice, hirina hale, isa,
angelo, emanuele, michele e alessia, sara, maya, fabio, giorgia, silvia di
milano, silvia di verona, serena, svenja, micael, padre matteo, donato, david,
marina, ingrid, li-dia, rosario, matteo, tonino dangelo, angela, fabio di
bologna, maria, marrue’, babarock, baba shiva das, kishani, anamica, michele di
verona, antonio infantino, barbara di apricena, barbara di salerno, marlene,
roberta, ghesce lobsang soepa, diego, olivia, tom, diego dono, daniela,
giuseppe di mauro, francesca di sannicandro, alfredo, mariangela, antonella,
antonio, gigliola, caterina, cristina, elisa, giuseppe, gloria, aurelia,
isabreda, maralis, luciana, marta, orsola, paolo di bari, pippoantonio, enzo,
stefano dettorre, maria e olga di cipro, fabio, bruno. laura di spoltore e i
suoi amici, carlo trombetta, rocco cozzola.
casa kush, giardino della gioia, ashram babagi, ecole trueland, art village.
grazie allo spirito dell aria ariele e allo spirito della terra calibano,
alle mucche podoliche con i loro magici campanacci
alla voce possente di felice il pastore con i suoi lazzi e richiami, alle cicale
(radio cicala) ai grilli (cricket dj)
ai cani l’alita tommy asfodelo (asfo) balu e striscia,
i gatti rouge link e macchia
alle farfalle e ai coloratissimi insetti del gargano
ai bellissimi fiori in particolare la centaurea solstizialis
il pacchetto sale di mothia mi ha ispirato la storia di othia
uomo anima corpo infinito centro
a che ora inizia?
9 9 . 3 0 66 o 69 ? riuscire a guardarsi da un se fuori dal se
94
la mistica e’ la condizione del tempo radiale
9 9 . 30 66 o 69 ?
riuscire a guardare un se fuori dal se
<3 ) - ( 3> non so!
conosco solo il se senza se, fatto di istinto passione graficamente i due 6 del
66 guardano assieme
verso la stessa direzione e il fuori da se sta davanti, il 6 e il 9 sembrano in
rotazione e il fuori da se
sta al centro perno del movimento .wow.
stanno partendo le mucche niente più concerti psicotropi di campanacci
all alba e al tramonto. adesso le mucche semplicemente cedono il passo
alle cicale, infatti, le cicale, mi hanno proposto di cantare con loro. e tu che
scrivi?
la memoria dell acqua attraverso l om
H2om
una sfera perfetta
la musica(s)muove le emozioni


Ferdinando Renzetti

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Simbologia fiabesca e "matrimonio" degli opposti


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Ormai si sa che le fiabe più volentieri si fanno leggere tra le righe, dove trasportano molte più informazioni che nel testo vero e proprio; deve ricredersi chi pensi che siano state concepite come storie per bambini, anche se magari lo sono nel loro aspetto esteriore.

In questa favola siamo messi di fronte ad una dinamica fondamentale del mondo fenomenico nei confronti del contesto più ampio in cui l’uomo è inserito.

Ma andiamo per gradi. La storia.

Una giovanissima principessa viene mandata a raggiungere il regno lontano in cui l’aspetta il principe suo promesso sposo (che non la conosceva di persona). Ella parte a cavallo con la sola compagnia della sua “fantesca”,un termine abbastanza arcaico con cui si designava la cameriera personale e dama di compagnia al contempo.

Nel congedarsi piangendo da lei la madre le affida un fazzoletto su cui ha versato tre gocce del suo sangue, dicendole che le sarebbe venuto utile per strada: un viatico. La ragazza se lo nasconde in seno.

Notiamo per inciso che il viaggio, come allontanamento spesso non voluto dalla propria casa, è praticamente onnipresente nelle favole: ma ci ritorneremo su.
Poco dopo l’inizio del viaggio, giunti nei pressi di un corso d’acqua, la principessa ha sete, e chiede alla fantesca di smontare e attingerle da bere: la donna risponde malamente e si rifiuta di farlo, cosicchè la giovane deve adattarsi e scendere lei stessa a bere.

La cosa si ripete dopo un po’, e la fantesca è ancora più sgarbata. La ragazza “che era di buon animo” non le risponde ma si adegua anche stavolta a bere da sola; ma nel chinarsi sul ruscello le sfugge di seno i fazzoletto. La fantesca se ne accorge e da quel momento sa che la principessa è nelle sue mani e impone alla ragazza lo scambio delle parti: la costringe ad indossare i suoi vestiti e a cavalcare il suo ronzino,prendendo lei posto sul bel cavallo parlante della ragazza; e così si presentano al castello del pretendente, dove la serva si spaccia per la promessa sposa e come tale viene accolta.

Alla quale invece tocca il destino di serva: deve dormire nella stalla e accudire a un branco di oche di giorno. L’accompagna un garzone, che quando lei si scopre i capelli per pettinarsi nota che essi sono d’argento puro; ma tutti i suoi tentativi di strappargliene qualcuno vengono frustrati.

La fantesca fa decapitare il cavallo della principessa affinchè non sveli i retroscena della vicenda, e fa inchiodare la testa sull’arco di ingresso della città, dove la principessa passa tutti i giorni e lui esprime il suo lamento su di lei.
Il re padre del principe però comincia subodorare qualcosa , c’è qualcosa che non lo convince; e pedinando di nascosto la principessa alla fine scopre la verità. La fantesca viene messa a morte(con un inganno il re le fa pronunciare la sua stessa condanna) e la ragazza vive felice e contenta con il principe.

In questa fiaba siamo di fronte a uno sdoppiamento: la ragazza e la fantesca ovviamente rappresentano simbolicamente due aspetti della stessa individualità. Sono, come nell’aneddoto vedico-indù, i due uccelli “amici” che dimorano su un grande albero: uno ne mangia i frutti, l’altro lo rimane a guardare. Chiaramente si tratta della parte di noi incarnata, l’Io, mentre l’altra è il Sé, quella che è presente-assente dato che non è parte della compagine fisica ma in qualche modo vi è collegata da un altro piano dell’essere. E’ l’atman degli induisti.

Il “cattivo” delle fiabe , nonostante ciò che ci creda comunemente, non è che una proiezione di noi stessi, e la sua sconfitta segna il passaggio ad un diverso livello di consapevolezza,in cui si prende coscienza di ciò che si è in realtà: un’entità spirituale in un veicolo fisico. E’ solo adeguandosi alla percezione che il male o il nemico sia al di fuori di noi, un fattore esterno, che noi stessi perpetuiamo tale dinamica senza mai poterci sganciare da essa. La fantesca perciò rappresenta tutte le tendenze più basse, carnali,e volgari dell’io, mentre la principessa la sua parte nobile, elevata: infatti sono legate dall’essere nello stesso viaggio, che nelle fiabe sempre il viaggio iniziatico oppure l’entrata nel mondo fenomenico. Il viatico della madre, le sue tre gocce di sangue sul fazzoletto, servono proprio a rammentare che ci sono tre livelli di noi stessi:lo spirito, l’anima e il corpo. Quando la ragazza lo perde subentra l’oblio della propria identità, ed ecco che lo spirito, l’identità superiore, cioè un’entità potente e di alte vibrazione energetiche,diventa ostaggio del corpo che la ospita e che la imprigiona, un’entità effimera e dotata di bassa frequenza energetica. 

E’ un po’ il paradosso della vita materiale, nella quale però sempre presente la possibilità di riacquisire la consapevolezza: i capelli d’argento della principessa sono questo vincolo con la sua realtà superiore, dato che l’argento tradizionalmente rappresenta il mercurio, metallo liquido che quando la temperatura (simbolica del livello di consapevolezza) sale, s’impenna.

All’anima riunita con il Sé non resta che una vita perenne insieme al principe, la polarità complementare a cui sempre, nelle fiabe, l’eroina (guarda caso quasi sempre femmina) si congiunge nel matrimonio sacro degli opposti.

Simon Smeraldo

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Caravaggio morente sulla spiaggia di Porto Palo in Sicilia!


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Ero là, bocconi sulla sabbia, a ingurgitare sciabolate di luce, strappi di buio; e i miei occhi... oh, i miei occhi... infuocati, brucianti, consumati di vita.

Quella vita che non mi apparteneva già più, se mai mi era appartenuta.

L’arsura, il freddo, la notte, il giorno.

Mari tempestosi sconvolgevano l’orizzonte, ma il litorale si stendeva placido allungando la vista con il suo infinito blu. La pace, la pace immensa che cancellava l’incupirsi di ogni cielo, l’assurdo e interminabile svoltare di angoli di ogni mio labirinto; che attizzava la fioca luce dell’alba, fredda e indifferente alle mie sorti. Che avrò mai fatto, perché io?

Eppure, mi dicevano, eppure.... tu dipingi la vita stessa, tu la fai conoscere a noi mortali, nella vertigine dell’essere che spoglia ogni travestimento, smaschera ogni impostura... il trionfo delle tue figure sulla tela è la nostra stessa vittoria; la testimonianza che viviamo, e che vivremo per sempre, perché la mente di quello stesso dio che si agita dentro di noi ci ha visti così: patetici ma saggi, sconfitti ma degni d’amore, bruti o eccelsi, giusti o bricconi, sagaci o mentecatti; infinitamente stupidi perché infinitamente vivi; eterni, malgrado noi.

La mia gioia è la mia dannazione. E in fondo, due facce della stessa moneta. C‘è un prezzo per tutto: così dicono. Ed ora, signori, io ho pagato. Sì: pagato, e per bene.

La luce, il buio. Il pieno, il vuoto.

Ora la mia stessa ombra, io la vedo, vaga fra i cimiteri dei morti viventi, ingombri delle ossa dei vivi già morti da sempre. Quell’ombra sembra braccarmi da vicino, mi incalza, mi sovrasta.

E allora, io....?

Un gioco, uno stupido gioco? Oppure una furfanteria della sorte? O, per meglio dire, o chiedere (ma a chi? a chi non so) la decisione di calcare questo palcoscenico ribaldo, da dove... da dove mai era scaturita?

Vagamente, comprendevo.

Comprendevo, per esempio, che la luce in verità stava ingoiando il mio buio, lo cancellava poco a poco. 

Ed ogni sferzata, ogni cazzotto preso, ogni ingiuria, ogni goccia di sudore, di sangue....tutto, tutto era stato un dono dei miei complici, i compagni della mia recita terrena. Rinsavire è il senso del mio viaggio; e il contributo di tutti costoro, chiamateli amici se volete, è stato fondamentale.

Cali ordunque il sipario; si finisce, e si ricomincia.

Ma stavolta, perdio, ah, stavolta sarà diversa, lo giuro a me stesso.

Parto, lascio tutto; le maschere di cartapesta dello spettacolo si accartocciano, prive di valore. 

Il pubblico rumoreggia, ma tant’è: non si può rinviare. 

D’altronde queste evanescenti figure non troveranno di meglio che gremire qualche altro teatro per sollazzarsi davanti a qualche altro insulso spettacolo, certo più in voga di questo mio che oramai ha chiuso i battenti.

E là dove vado non c’è nessun chiaroscuro da dipingere. Quindi, trattenete gli applausi, risparmiate il fiato.

Rimane, di vero, la pulsazione del calore nelle sue vene e nelle mie, la luce spiritata nei suoi occhi che mai potrò dipingere qual’è davvero, perché non ne sono né maestro né padrone, ma solo servo: l’amore.


La prima nobile verità del Buddha: "La vita è dolore"



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Sappiamo che il Buddha lasciò la gabbia dorata che il padre gli aveva costruito intorno per impedirgli ogni contatto con le cose spiacevoli della vita: la malattia, la vecchiaia e la morte. Ha lasciato, per la ricerca della verità, anche la moglie e il figlio. E' possibile che il Buddha abbia fatto questo a cuor leggero, senza valutare compiutamente le conseguenze della sua azione? Sarebbe facile rispondere che la ricerca dell'Assoluto, della Vera Realtà erano così forti in lui da convincerlo ad affrontare la dura vita dell'Asceta errante: che non ha più legami di nessun tipo con la Società umana convenzionale. Questo perché il convenzionale poggia su una realtà naturale, la vita, che si riproduce indefinitamente obbedendo al solo istinto codificato e conservato come un valore.


Ecco, con il suo primo gesto da uomo libero il Buddha ha messo in discussione proprio la verità e il valore della vita, così come comunemente intesa dagli uomini. Di fronte alla domanda: perché ci siamo? diventa secondaria l'altra domanda: come ci siamo? Ma dal punto di vista di un uomo libero anche questa domanda diventa primaria perché è quella che dà svolgimento alla nostra realtà di uomini liberi. 


La rivoluzione del Buddha e stata quella di aver rifiutato la vita mondana, con tutte le conseguenze che questo comporta: niente padre, niente madre, niente moglie, niente figli: rifiuto cioè della realtà sociale umana in quanto tale. Questo significa aver riconosciuto come origine della vita la mancanza di una vera conoscenza, cioè l’Avidyà. L’ingenuo sguardo che vede la bellezza e la piacevolezza della vita è solo mancanza di vera conoscenza: il lasciarsi abbagliare dalla fantasmagoria delle cose che vi sono in questo mondo.

C'è un non fatto, un non nato, un non divenuto: ecco perché c'è rimedio al fatto, al nato, al divenuto. Risalire fino alla sorgente di tutto è il rimedio al tutto cosi come è. Allora è possibile che in questo tutto nasca una nuova comunità con altre motivazioni, ma che principalmente rifiuti il tutto. Questo proclama il Dharma del Buddha, questo professa la sua comunità, il Sangha. Questo significa la dottrina, il Dharma del non-sé: rifiutare se-stesso, uomo o donna che sia: non accettare più la propria condizione umana. Non giocare più i giochi che giocano gli esseri umani e cioè, uccidere, rubare, mentire, ecc. Ma anche copulare, fare figli e crescerli. Comprare e vendere. Lavorare ed edificare una società sbagliata perchè fondata sull'errore.


Caste e differenze sociali e culturali non hanno più senso nel Sangha. Non più il privilegio della ricchezza, della nascita, dell’erudizione. Tutto viene lasciato cadere: anche la vita biologica con le sue leggi di produzione e ripro-duzione. Perché mettere al mondo figli? Solo per saperli votati ad una vita di sofferenza? Noi che ormai ci siamo, lungi dal godere di questo mondo, sapendo che è il frutto di un errore, ci votiamo alla compassione, alla gentilezza e alla conoscenza per tutti.


Questo significa risvegliarsi: capire fino nell'intimo delle nostre fibre interiori che è tutto sbagliato. Non rimanere estasiati di fronte alla potenza del mondo: il sole che illumina e riscalda ha solo un'apparenza di bellezza, la pioggia che bagna e fertilizza la terra ha soltanto un'apparenza di bellezza, le grandi catastrofi dei terremoti e dei vulcani hanno soltanto un' apparenza di terrore e di orrido.
Il nostro amore e il nostro odio, hanno solo un'apparenza di felicità e di dolore. Un gesto gentile o scostante hanno soltanto un apparente valore. Vera gentilezza è solamente quella vòlta alla liberazione da questo mondo. Liberazione dal Samsara; mondo della rinascita e del dolore, in cui regna la legge del Karma, o legge di causa-effetto, e non la libertà della vera conoscenza, Vidyà.

di Gino Taddei (*)


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(*) Gino Taddei, ricercatore spirituale, da molti anni interessato alle filosofie religiose, sia Orientali che Occidentali, negli ultimi tempi sembra aver trovato la sua collocazione devozionale nella Via Buddhista del Chan dei Patriarchi Cinesi. Frequenta abitualmente da parecchi anni il Centro Nirvana ed è stato a volte a fianco dell’insegnante Aliberth nel difficile compito di iniziare i principianti alla dura pratica della meditazione di autoconsapevolezza Chan.

Comunicazione ecologica, sensoriale e telepatica



Parlando un giorno a Treia  con Caterina Regazzi, mia compagna di vita, delle capacità comunicative sensoriali e telepatiche mi sono ritrovato a spiegare come i 5 elementi ci aiutano a comunicare attraverso le loro energie, in forma sicuramente "ecologica" e naturale. 

Ognuno dei 5 elementi tradizionalmente riconosciuti (sia in Cina che in India) rappresenta uno dei 5 sensi e noi sappiamo che i cinque sensi sono diversi canali e modi comunicativi fra la mente interna e quella esterna. Ma esistono anche cinque elementi più "spirituali" o psichici che superano la comunicazione fisica dello stato di veglia, questi 5 elementi definiti in sanscrito Tanmatra - 5 potenzialità sensoriali o elementi sottili - precedono i cinque Indrya, o sensi, ad essi subordinati. 

Vediamo così che è possibile che le emozioni, i pensieri astratti, le sensazioni inconsce, possono essere trasmesse e percepite negli strati profondi della mente in forma di pulsazioni psichiche o telepatiche. Ma sulla base degli elementi di nascita che noi manifestiamo in forma congenita (sono diversi per ognuno) possiamo diversamente percepire e trasmettere queste pulsazioni psichiche o telepatiche. 

A volte confondiamo tali pulsazioni con i messaggi psicosomatici e comportamentali e riteniamo perciò che la telepatia vera e propria non esista, trattandosi di una semplice capacità interpretativa della mente che osserva i movimenti, le parvenze, i piccoli particolari ed i vezzi facciali e degli occhi delle persone che noi stiamo ascoltando o osservando...

No, la trasmissione telepatica è possibile anche ad occhi chiusi o in silenzio, lontano dal "trasmettitore" o "ricevente" ed anche a posteriori od in anticipo rispetto agli eventi correlati... in tal caso si chiama preveggenza o divinazione. Ma questa qualità della mente non può essere volutamente utilizzata, come una tecnica di ascolto, al contrario funziona proprio in assenza di modificazioni mentali e supposizioni. Per questo si dice nello yoga che solo con la mente "vuota" è possibile collegarsi con il tutto che ci circonda, l'Aura mentale della specie umana (inconscio collettivo) e la Mente universale.

Durante i vari incontri per parlare della spontanea capacità "percettiva e divinatoria" (mi riferisco alle "letture" sull'I Ching e sistema elementale indiano) ho affermato che i diversi aspetti psichici da noi incarnati e le energie degli elementi che ci contraddistinguono formano una specie di “griglia” attraverso la quale noi riusciamo a percepire il mondo esterno e le situazioni sulla base della sintonia (od opposizione) incontrata. Ove questa “griglia”, il nostro modo percettivo, non aderisce con le situazioni e le emozionalità diverse che ci giungono dagli altri automaticamente sentiamo una forma di repulsione. La nostra empatia ed antipatia ed il genere dei rapporti che possono essere instaurati con le persone con le quali veniamo in contatto dipende solo dalla configurazione del filtro interiore delle predisposizioni innate. Ma, allo stesso tempo, la comprensione che ogni aspetto della psiche o dei colori delle energie (elementi) dipende dal movimento nel caleidoscopio della mente di un "qualcosa" di indifferenziato che è alla radice della mente stessa, è importantissimo per riconoscere la comune matrice. 

I diversi aspetti nascono in seguito alla separazione primordiale, Yin e Yang, e dai movimenti consequenziali delle propensioni e dal raggruppamento in cantoni di accettazione e repulsione (sulla base dello specifico aspetto da noi incarnato in cui ci riconosciamo).

Le opposizioni sono però aspetti complementari della stessa energia archetipale, per cui le incomprensioni e comprensioni sono solo un “modus operandi” della mente ed un modo di riconoscere le affinità o le differenze, il fine della coscienza evoluta è comunque quello di riportare tutto all’unità.

Su questo stesso argomento, riporto le riflessioni della cara amica Antonella Pedicelli, docente di filosofia e referente della Rete Bioregionale Italiana per l'educazione ecologica, la quale afferma: Sperimentare la vita in un corpo materiale, rappresenta, per un essere umano, una continua possibilità di “apprendimento” e di evoluzione. 

La scelta delle esperienze, ovviamente, non è casuale: ci muoviamo ed agiamo spinti da “forze e pulsioni” che, nella loro complessa varietà di nomi e appellativi, non fanno altro che determinare il “movimento” nella nostra quotidianità. Il movimento rappresenta, sul piano dell’esistenza pura, l’incipit di ogni creazione, il “bisogno” fondamentale del principio ideatore stesso. 

Colui che è, in quanto tale, manifesta il suo essere nel movimento e nel conseguente continuo “fluire”, che, a sua volta, genera cambiamenti non immediatamente percepibili dal nostro umano sentire. Nei rapporti di vaio genere che tendiamo a “creare” in questo spazio-tempo scelto per l’esistenza nella quale trova dimora lo spirito che ci anima, spesso siamo soliti usare termini nei quali appare evidente il sentimento del “contrasto”, o per meglio dire, della “in-comprensione”. Io penso in un modo, lui o lei la pensano in tutt’altra maniera. 


Questo è un fenomeno semplice, molto semplice e complesso insieme. Viaggiamo su “frequenze vibrazionali” che non sempre si trovano in sintonia, una specie di “carrello” che, per alcuni è dotato di freni, per altri no! 

La direzione del carrello è la stessa, ma non la velocità e neanche l’energia impressa nelle ruote.  La nostra singola percezione ci permette di intuire questo “meccanismo”, ma i “termini razionali” impressi nella nostra mente, creano la situazione del disagio, del pericolo e quindi assumono posizione di “difesa”, a volte con l’attacco,diretto verso chi la “pensa diversamente da noi”! In verità, invece, è solo una condizione come tante, uno “status” che sta “percorrendo la sua strada” al di fuori di ogni giudizio e di ogni “etichetta”. 

Riconoscere la “diversità” è un passaggio importante nella crescita personale, sul piano dell’apertura universale e della fiducia verso noi stessi; accogliere la nostra “percezione” è un atto d’umiltà che rende speciale la visione della Vita.

Paolo D'Arpini



 Rapito -  Un mio alter ego felino

Dall'empirismo allo scientismo (e ritorno) - Un altro giro di giostra nell'Universo


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Penso che poche persone si rendano pienamente conto della portata enorme, dell'umanità, della cosiddetta "rivoluzione copernicana", (poi perfezionata da Galileo), quando cioè fu scoperto che la Terra girava intorno al Sole e non viceversa come si era sempre pensato.

A differenza di molti, o forse dei più, ritengo che sia stato un impatto del tutto negativo.

In primo luogo, che cosa cambia per noi sapere che è la Terra che gira e non il sole? Per la percezione umana, oggi come allora - e infatti lo diciamo così, è il sole che sorge e poi tramonta. Che ce ne importa di conoscere il meccanismo che agisce al contrario? Non cambia proprio niente.

Quel che invece è cambiato, ed è una trasformazione epocale - anzi un dramma- è che tutto un universo di simbologie che si reggevano sul presupposto contrario è stato strappato all'uomo, aprendo la strada per la nefasta opera dell'illuminismo, che ha di fatto cancellato il trascendente dalla sfera umana.

Mi spiego meglio.

I simboli che offre la natura non sono casuali, né fini a se stessi, ma rappresentano realtà pertinenti ad un altro ordine di cose, quello non visto, ma più sostanziale. Essi sono stati modellati sulla psiche umana, affinché essa potesse percepire in modo mediato realtà superiori: nel caso del Sole che gira intorno a noi la coscienza di un progetto, di un'intelligenza il cui fine è "illuminare" l'uomo (non nel senso illuminista) fornirgli luce, calore e quell'energia che lo può elevare verso stati più alti dell'essere.
La scienza stessa si è trovata a rispolverare il concetto antropico, cioè quello che vede l'uomo come figura centrale nel contesto universale, ammettendo che l'esistenza della vita sulla Terra è un'alta improbabilità statistica: c'è circa una sola possibilità su un milione o più che tutti i fattori necessari alla vita umana siano miscelati in maniera così perfetta. Una sola virgola di troppo avrebbe impedito questo processo. 

Questo significa eliminare la "casualità" che accompagna ogni tesi scientifica, a partire dal Big Bang, teoria  secondo la quale un'esplosione avrebbe dato vita , del tutto casualmente, a un universo ordinato e dotato di leggi come quello che conosciamo. Questo equivarrebbe a dire che dall'esplosione di una tipografia ne verrebbe fuori l'enciclopedia Treccani.
Ma la scoperta di Copernico ha avuto come implicazioni la disposizione della psiche su di un piano orizzontale, senza più la verticalità della trascendenza: ha sradicato l'uomo dal suo contesto di significati consegnandolo alla piatta rassegnazione che l'uomo è solo un ingranaggio passivo in un ripetersi ciclico e insensato di sequenze temporali.

Il messaggio che ne deriva è: siamo soli nell'universo a bordo di un pianeta che gira a non finire. 

Un altro giro di giostra.

Simon Smeraldo
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